Sicurezza
Uccelli scomparsi, geotermia nel mirino
La denuncia dell’ornitologo Nardi per la fauna di monte Labro. Enel: «La qualità dell’aria è eccellente»
ARCIDOSSO. Le centrali geotermiche di Bagnore, nel comune di Arcidosso, finiscono di nuovo nel mirino. Stavolta a puntare il dito è Riccardo Nardi, per 25 anni direttore dell’oasi Wwf di Bosco Rocconi e profondo conoscitore del territorio. Nardi è anche un ornitologo e proprio l’osservazione delle specie di uccelli che popolano il monte Labro – la sacra montagna davanti all’Amiata che ospitò la comunità di Davide Lazzeretti – gli ha fatto suonare il campanello d’allarme.
«Già dall’anno scorso – spiega Nardi – i molti ornitologi che si recavano sul monte Labro si dicevano delusi dalla scarsa fauna presente. I visitatori provenienti dalle riserve naturali di Rocconi e Pescinello ci inviavano dei rapporti poco entusiasti sulle presenze ornitiche del sito. Quest’anno abbiamo voluto verificare e purtroppo la situazione si è dimostrata assai peggiore di quanto si temeva».
Per Nardi non si tratta di una diminuzione, ma di una «scomparsa totale di specie, dagli zigoli alle averle, dai culbianchi ai codirossoni». Anche un rospetto, dell’ululone dal ventre giallo, presente negli stagni non c’è più traccia. «Visto così – prosegue Nardi – il monte Labro è sempre uguale a sé stesso. L’unico cambiamento non visibile, ma percettibile e misurabile, sta nella qualità dell’aria al cui peggioramento possono aver contribuito i vapori geotermici delle centrali di Bagnore».
Le due centrali, Bagnore 3 e Bagnore 4, si trovano nella vallata tra i due monti. Bagnore 4 è entrata in funzione a fine 2014 ed è la più potente (40 Megawatt).
Ovviamente quella di Nardi è un’ipotesi. La preoccupazione è però la stessa che hanno i comitati antigeotermici, Sos geotermia in testa, sulla base dei dati epidemiologici che rilevano per gli anni passati un aumento nei maschi di alcuni tumori provocati dalle stesse sostanze emesse anche dalle centrali geotermiche.
Il vapore che esce dalle torri di raffreddamento è il primo indiziato. «L’Enel rassicura dicendo che localmente prevalgono venti verso ovest che interessano zone disabitate – dice Nardi – e che comunque i valori delle emissioni rientrano nei parametri di legge. I venti però possono soffiare in qualunque direzione e precisare che non interessano i centri abitati non ci tranquillizza affatto. Anzi».
«In Amiata – replica l’Enel – lo stato della qualità dell’aria è decisamente eccellente come risulta dalle misurazioni effettuate da Enel e da Arpat. Le medie giornaliere per l’idrogeno solforato sono inferiori a quelle del rilievo olfattivo, quindi molto sotto al livello di attenzione sanitaria. Analoga situazione vale per il mercurio: le concentrazioni in aria rilevate sono sotto soglia di rilevabilità strumentale».
L’Enel ricorda che per il 99,4% dalle torri esce vapore acqueo. Quanto a boro, arsenico e antimonio «il loro destino ambientale è quello di mantenersi in un raggio di poche decine di metri dalla centrale in quanto non è legato al trasporto aeriforme». Enel ricorda anche che la qualità dell’aria è migliorata da quanto sono stati installati filtri Amis e abbattitori ammoniaca), e che le sostant sono le stesse presenti anche nei fluidi degli altri campi geotermici: Larderello, lagoni boraciferi di Monterotondo, Radicondoli, Sasso Pisano. «È proprio a Sasso Pisano, dove da alcuni anni si stanno monitorando le aree del SIR per valutare gli effetti sull'ambiente in zone protette con specie pregiate, che si può rilevare la mancanza di alterazioni prodotta dagli effetti della geotermia».
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