Il Tirreno

Grosseto

Pd nel caos, volano stracci all’assemblea comunale

di Gabriele Baldanzi
Pd nel caos, volano stracci all’assemblea comunale

Minacce e parapiglia tra dirigenti. Valente scrive ai vertici regionali, ma si affaccia l’ipotesi di una transizione con Franci

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GROSSETO. Sono volati gli stracci all’assemblea comunale del Partito democratico che si è svolta lunedì sera in via Svizzera, in federazione. Era una sorta di appendice alla riunione avviata venerdì, con il segretario Saimo Biliotti come protagonista, e rimasta senza conclusioni. Anche stavolta all’esterno il messaggio che giunge è quello di un ennesimo nulla di fatto, con posizioni che restano distanti e frizioni di carattere personale che impediscono analisi e sintesi rispetto a ciò che è accaduto.

La scintilla che ha innescato l’incendio, due giorni fa, è stato un botta e risposta tra Alfredo Veltroni e Fabio Favali, dopo che gli animi si erano già surriscaldati per considerazioni sui consiglieri comunali neoeletti e sull’opportunità di chiedere un commissariamento. Alla fine diversi membri dell’assemblea (in prevalenza borghiani e aderenti ad Area Dem) hanno abbandonato prima del tempo la riunione.

«Non parteciperò più a questi spettacoli – dice una dirigente presente alle ultime assemblee – venerdì lo scontro verbale tra l’ex assessore Giancarlo Tei e Fabio Duchini con accuse molto gravi, ieri di nuovo minacce e parapiglia tra altri dirigenti. Si è quasi arrivati allo scontro fisico. Con questo clima non si costruisce nulla, non si riparte». A fine serata il presidente dei garanti Roberto Daviddi ha scritto una nota per chiedere il commissariamento (articolo in basso).

Valente scrive al regionale. «Sono ormai alcune settimane che chiedo una riflessione attenta e soprattutto disinteressata sulle condizioni del Pd grossetano e provinciale – scrive il dirigente anziano Roberto Valente, già presidente di Coseca, in una lettera aperta ai militanti del Pd e ai vertici regionali del partito – con l’azzeramento degli incarichi e l’arrivo di un commissario. Dopo di che potremmo verificare se sussistono le condizioni per una ricomposizione interna tra le varie correnti, che in questo momento si addossano a vicenda le responsabilità dei guai del partito e della sconfitta elettorale. La riunione di lunedì sera, dove mi risulta ci sia stato un principio di rissa, è il segnale che la situazione, senza un intervento da Firenze dei livelli regionali può solo peggiorare. La sensazione è che la tattica dei segretari sia quella di guadagnare tempo, per poi far finta che tutto vada bene. Sono necessari invece commissari di provata esperienza». Si parla dio nuovo del piombinese Gianni Anselmi. «Ma soprattutto – prosegue – persone fuori dalle mischie correntizie. Senza contare che tutti i dirigenti nominati nelle partecipate per correttezza istituzionale dovrebbero rimettere il mandato, visto che oggi non possono dire di rappresentare Comuni dove la maggioranza è cambiata. Certo, se nessuno si dimette, lo statuto consente margini di manovra ridotti».

Franci traghettatore. Intanto alcuni sindaci e assessori Pd del territorio avrebbero discusso, a Castiglione della Pescaia, sulla possibilità di chiedere all’ex deputato Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano, di fare da traghettatore, cioè segretario provinciale a tempo, per provare a tirare fuori il Pd dalle sabbie mobili in attesa del congresso e per evitare il commissariamento dopo l’uscita di scena di Marco Simiani.

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