Attenzione
Sei milioni di euro per il Casone
La richiesta di Monica Faenzi al Governo: «Occorre bonificare l’area, la salute dei cittadini è a rischio»
SCARLINO. Sei milioni e mezzo di euro da spalmare in tre anni. Ecco quanto chiede al governo Monica Faenzi, nelle sue vesti di parlamentare, per mettere in piedi un intervento deciso sulle bonifiche nella zona del Casone. «Occorrono misure urgenti e immediate», dice la deputata di Alleanza Liberal popolare Autonomie (Ala), che ha presentato un emendamento da inserire nel decreto legge in discussione questa settimana alla Camera che racchiude misure urgenti per gli enti territoriali e per il territorio. E per Faenzi, le emissioni dei camini del Casone e le condizioni della falda acquifera che giace sotto la piana meritano un intervento diretto dell’esecutivo. «Le condizioni d’inquinamento ambientale e della salute dei cittadini di Scarlino, Follonica e Gavorrano che da anni respirano a loro insaputa ossido di azoto ed anidride carbonica solforosa, a causa delle emissioni oltre i limiti consentiti, richiedono misure urgenti anche a livello statale, per ripristinare la normalità in quelle aree industriali della provincia di Grosseto e tutelare la popolazione locale interessata», dice appunto la parlamentare di Ala, che sul territorio veste anche i panni del capogruppo d'opposizione nel consiglio comunale scarlinese.
«La situazione attuale è nota da anni - continua Faenzi - Le mie iniziative parlamentari da ultimo il question-time da me presentato alla Camera lo scorso marzo, hanno messo in luce la gravità presente nella zona industriale, anche a causa del mancato rispetto delle regole imposte dalle prescrizioni dell’Aia che per diverso tempo, hanno fatto fuoriuscire emissioni che superavano il doppio di quelle consentite». Le parole della deputata sono riferite in particolar modo alle industrie che stanno proseguendo tutt’oggi con le proprie attività, come la Nuova Solmine e la Tioxide: le stesse che già da qualche anno hanno approvato un progetto di bonifica della falda acquifera (insieme alle altre aziende presenti nella piana, come Scarlino Energia, e le istituzioni locali), che però darà i suoi frutti solo tra un paio di decenni.
Un progetto, tra l’altro, molto contestato dai comitati ambientalisti, convinti che tutto il procedimento non riuscirà comunque a togliere di mezzo la fonte inquinante. Ecco quindi la spinta a inserire un emendamento nel decreto legge in discussione in questi giorni in Parlamento, per chiedere lo stanziamento di sei milioni di euro complessivi per il triennio 2016-2018, utili soprattutto «per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti industriali dei territori di Scarlino e di Follonica, alla luce del quadro emissivo tuttora esistente». «Occorrono misure urgenti da parte del Parlamento per bonificare l'intera area industriale del grossetano e risolvere il problema delle emissioni - conclude la deputata - a cui si aggiungono, anche quelli degli scarichi a mare e della gestione dei rifiuti pericolosi come la pirite contenente arsenico fuori norma, in quantità estremamente preoccupante, per lo stato della salute dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
