Il Tirreno

Grosseto

CHIESA

Don Franco compie 90 anni, per lui una messa speciale

Don Franco Cencioni
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Don Franco Cencioni

Il preposto del Capitolo della Cattedrale di Grosseto raggiunge un traguardo importante: il vescovo lo celebra così

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GROSSETO. Mercoledì 13 luglio don Franco Cencioni compie 90 anni. La Chiesa di Grosseto alle 19 festeggerà con lui questo bel traguardo in Cattedrale, dove il vescovo presiederà la Messa, concelebrata da sacerdoti della Diocesi, alla presenza di tutti coloro che intenderanno unirsi a questo momento di preghiera e di ringraziamento.

Nell'occasione il vescovo Rodolfo Cetoloni ne fa un ritratto.

"Con la sua vecchia Fiesta, grigio scura, arriva in città al mattino verso le otto dagli "Sfrattati", dove abita. Ogni sera, chiusa la Cattedrale, lascia rombante l'ombra del campanile per tornarsene a casa... A meno che non abbia qualche iniziativa da seguire nel dopocena. In questa stagione lo vedi in giro col suo panama bianco: il sole picchia, ma, anche con questo caldo, non c'è ostacolo che lo blocchi. Cattedrale, piazza, ufficio in Curia, corso Carducci, Messa, confessioni e tanti, tanti incontri, con tutti. Fosse anche solo per dire "Buongiorno!" o per ascoltare di qualche problema, per dare un aiuto in parole di conforto o con un'offerta, sempre col cuore. Gli piace ricordare, incoraggiare e, perché no, tirare un po' le orecchie, paternamente, a qualche vecchio discepolo perché si ricordi di andare a messa. Sa anche chiedere. Mai per sé però. Semmai si preoccupa di raccomandare qualche persona che ha bisogno. E, se è il momento, sa rammentare che c'é qualche anniversario da non dimenticare... Non c'è tema o iniziativa in cui tu lo possa sentire estraneo. Tutto gli interessa, della Città come della Diocesi, della fede come dei temi sociali, delle persone e delle associazioni, dei bambini e degli anziani, sani e malati... Ha a mente tutti e tutto, con precisione, ricordando date, nomi, eventi, parentele, crucci e gioie.

Archivio vivente, memoria sicura, accesa dal cuore e dallo zelo umano e sacerdotale

Non ricordo come l'ho conosciuto e incontrato la prima volta, ma è penetrato subito nella mia vita facendomi entrare nella sua. Un'infanzia vivace in famiglia, babbo minatore, i primi rudimenti per imparare un mestiere: il sarto. Poi qualche mese lontano da casa, in seminario con don Orione e anni a Pisa per la formazione teologica.  Prime esperienze di ministero nel clima combattivo del '48 e dopo... Chilometri e chilometri in bici, o in moto e in macchina per le parrocchie della campagna con le strade sterrate. Per correre a far scuola in città e poi tornare a una celebrazione o per andare a trovare un malato o a predicare una novena.

Ama raccontare dei suoi vescovi: "Già otto, ne ho conosciuti!" E' colorito nei ricordi personali, precisi e dettagliati, specie quando parla di sacerdoti; gustoso negli aneddoti e nelle storie.

Raramente ho accettato che mi accompagnasse da qualche parte con la sua macchina, ma l'ho voluto volentieri sulla mia. Viaggiare con lui accanto, andando verso una parrocchia o a una manifestazione, è come prepararsi con una lezione di storia. Di più: è come entrare in una storia viva di cui ti sa far partecipe, continuando a viverla, mentre la racconta zelante. Non avaro di particolari nella narrazione, ma mai noioso: notizie tutte piene di calore e di prima mano. Si capisce quanto sia stato attivo e impegnato in mille cose. Non ha certo smesso: continua ad occuparsi di tutto.

Della sua Cattedrale ora, e dei Beni culturali della Diocesi in particolare! Ma, a un cenno del suo vescovo, sarebbe disposto anche a correre in una parrocchia di periferia e ricominciare da capo, come un pretino di primo pelo. Eppure don Franco Cencioni ha 90 anni!

Li compie mercoledì 13 luglio. Come un albero robusto, vivo! Radici profonde nel suo paesino di Boccheggiano. Il tronco asciutto, si muove agile, in città e ovunque. Quando parla, smanetta un po' con le sue braccia secche, quasi a voler dire ancora di più. Si meraviglia anche lui ed è grato al buon Dio per tanta salute e vitalità. Sa di essere stimato e amato. Per ricambiare, vorrebbe sempre essere lui a offrire qualcosa di più.

Chi lo conosce da tempo sa quanto ha seminato, molti potrebbero testimoniare di tanti frutti, che lui nemmeno immagina. Talvolta lo vela un attimo di dolore, quando vede che ci sarebbe tanto più bisogno di fede, creatività, di benevolenza, di "almeno un prete per chiacchierar"... Ma nemmeno questo gli toglie la verve, la gioia e il gusto di vivere. Continua don Franco, non fermarti! Una raccomandazione, però: "Dai retta! Con questo caldo non lasciare il panama in sacrestia!"

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