Proteste
Neonata morta, sequestrato lo sciroppo
Grosseto, conteneva atropina il farmaco per curare la tosse che prendeva la piccola Elizabeth, trovata senza vita a otto mesi. Tolti i sigilli all’appartamento
GROSSETO. Elizabeth era morta da 12 ore quando sua mamma ha avuto il coraggio di alzare il telefono e chiamare un’amica. Parlava con frasi spezzate, confuse. Jesica Pierre, 28 anni, non riusciva a pronunciare quelle parole, a dire che sua figlia era morta nella culla. Che l’aveva trovata esanime ma che non era riuscita a dare l’allarme, a chiamare l’ambulanza. Elizabeth era stesa sul lettino, Jesica l’aveva lavata e le aveva messo il vestitino migliore, le aveva infilato anche un cappellino sulla testa per non farle sentire freddo. Ma Elizabeth non sentiva più nulla da 12 ore ormai. Nell’appartamento dove i carabinieri, una volta avvertiti dall’amica di Jesica Pierre, hanno trovato la piccina, già lavata e vestita, stesa sul letto, i militari della Procura, insieme al pm Annalisa Ciavattina e al medico legale Vittorio Fineschi sono tornati nella casa di via Ximenes, insieme all’avvocato della donna, Riccardo Lottini.
Dall’appartamento, per il quale il legale della donna ha ottenuto il dissequestro, è stata sequestrata un’altra copertina che era stata utilizzata per coprire Elizabeth nella sua culla ma anche uno sciroppo omeopatico, sul quale verranno fatto ulteriori accertamenti.
La perizia medico-legale non sarà depositata prima di sessanta giorni dalla data dell’autopsia. Per avere qualche certezza in più sulle cause della morta della piccina bisognerà quindi aspettare la prima settimana di agosto a meno che il medico legale chiederà una proroga.
C’era un ordine quasi maniacale nell’appartamento dove viveva Jesica con Elizabeth. Nel frigorifero della donna sono stati trovati omogeneizzati e latte ancora sigillato. E quella bottiglia di sciroppo che potrebbe entrarci qualcosa con la morte della piccolina.
La bambina da qualche giorno aveva la tosse e Jesica la stava curando con alcuni farmaci appositi. Nella casa è stato trovato anche quel flacone: un medicinale omeopatico a base di atropa belladonna, una pianta che ha come principio attivo atropina e che non sarebbe indicato per i bambini. La certezza che quello sciroppo sia stato fatto prendere alla piccola ovviamente non c’è. La mamma, che ha 28 anni ed è di origini sudamericane, non è ancora riuscita a ricostruire quel tragico 7 giugno quando la sua bambina è morta nell’appartamento di via Ximenes. L’unica cosa che ha ribadito più volte è stato il suo amore per quella creatura che aveva messo al mondo 8 mesi prima. La donna aveva preso in affitto l’appartamento di via Ximenes proprio per garantirsi la possibilità di tenere con sè la piccolina.
Dopo essere stata trovata dai carabinieri in una cantina di Marina di Grosseto, dove la corrente elettrica grazie a un allaccio abusivo, erano stati avvertiti i servizi sociali e Jesica aveva paura che le volessero togliere Elizabeth.
La donna, ex ballerina di night, aveva anche trovato un lavoro come badante, la notte e a Grosseto aveva scelto di affidare la sua piccina ad alcune famiglie che si prendevano cura di lei quando la ventottenne era al lavoro. Poi la tragedia e una delicatissima indagine della Procura di Grosseto.
La donna è accusata di omicidio volontario, ma fin quando non sarà depositata la perizia medico-legale sarà impossibile stabilire cosa abbia ucciso la piccola Elizabeth.
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