Sicurezza
Il sindaco factotum non vuole la fusione
Castell’Azzara, pur di mantenere la propria autonomia firmerà persino le pratiche tecniche
CASTELL’AZZARA. Castell’azzara resiste, approva il bilancio e il sindaco diventa responsabile dell’ufficio tecnico: e intanto si attende anche l’arrivo della nuova segretaria, che manca da ormai sette mesi.
È arrivato dunque il nulla osta del consiglio comunale al conto economnico di Castell’Azzara. «È stato un bilancio faticoso – spiega il sindaco Fosco Fortunati – perché i piccoli comuni devono fare i salti mortali per poter restare a galla e tirare la riga sotto i conti».
Di fronte a un quadro che è sempre più desolato e che sta mettendo in ginocchio i municipi mignon, Fortunati però rifiuta la fusione con altri comuni come risposta per superare l’impasse. «Non considero la fusione con altri territori – spiega – una soluzione percorribile. Per i cittadini, l’eliminazione del comune corrisponderebbe a perdere l’ultimo baluardo al quale fare riferimento e tramite il quale aprire il dialogo con le istituzioni. Il comune è l’ultimo filo diretto della democrazia. Per questo ce lo vogliamo tenere molto caro».
Dunque le parole del primo cittinadino corrispondo a dire no alla fusione: ma dovrà essere trovata una soluzione alle difficoltà dei piccoli comuni, in cui «il sindaco – dice Fortunati – è ormai un factotum, chiamato ad assolvere mansioni senza le quali non è possibile andare avanti».
E Fortunati lo sa bene a cosa si riferisce, perché, dopo che gli uffici tecnici e dei lavori pubblici che si era provato ad associare con altri comuni sono tornati ai rispettivi municipi, Castell’Azzara si è trovata sbilanciata, perché non ha nessuno in quell’ufficio autorizzato a firmare certi atti: «E così – spiega il sindaco – ho dovuto prendere la responsabilità dell’ufficio tecnico: per lo meno, firmo quando c’è necessità. Senza questo passaggio non avremmo potuto neppure approvare il bilancio».
Castell’Azzara, la cui situazione è sovrapponibile a quella di moltissimi altri piccoli comuni, è stata poi tenuta, in una condizione a dir poco punitiva per oltre sette mesi. Infatti per tutto questo tempo non c’è stato un segretario comunale: «Adesso – dice il sindaco – pare che dalla prossima settimana arrivi una nuova segretaria e così dovremmo essere a posto».
Ma in ogni caso, una soluzione per respirare va trovata e Fortunati è decisamente orientato a far funzionare l’Unione dei comuni: «Siamo in estrema difficoltà – dice – Il sindaco fa il tecnico, il ragioniere e servizi di manovalanza. Ma così deve essere e lo faremmo anche più volentieri se l’Unione funzionasse e andasse avanti. Io sono per ridare fiato a questa macchina che associa vari comuni, verso la quale stanno di nuovo guardando positivamente sia l’Anci che il governo. L’infatuazione per le fusioni, secondo le ultime notizie politiche, parrebbe superata e così deve essere».
«Ma se si va ancora una volta verso questa via – continua il sindaco – già intrapresa, bisogna che facciano fare qualche assunzione ai comuni. E d’ altra parte – conclude – sono proprio i piccoli comuni che , privati di tante risorse, che vanno a spianare con il loro sacrificio i debiti delle aree metropolitane. Noi risparmiamo e paghiamo i loro debiti. Ma deve essere ben chiaro a tutti– sottolinea il sindaco – che l’Italia la fanno le piccole municipalità che non devono essere offese in alcun modo».
Intanto, invece, nella vicina area senese, i comuni di Montalcino e San Giovanni d’Asso hanno dato il via all’iter per arrivare alla fusione dei due enti locali. Il nome delle due realtà comunali è già stato scelto: sarà Montalcino, come forse era anche prevedibile vista la notorietà del piccolo comune non solo in Italia ma anche all’estero.
Fiora Bonelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
