Il Tirreno

Grosseto

Il ministro dice sì agli abbattimenti

di Fiora Bonelli

L’assessora Pastorelli chiedeva risposte sui predatori. Galletti: «Se il loro numero eccede, ok a un “prelievo” del 5%»

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MAGLIANO. Secondo il ministro dell’ambiente, se il numero di predatori “resterà eccedente” ne potranno essere uccisi fino al 5% ogni anno. Gian Luca Galletti, ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ribadisce l’intenzione di attuare le 21 misure per tutelare lupi e agricoltori.

La risposta del ministro è arrivata giovedì sera all’assessora alle predazioni di Magliano in Toscana Mirella Pastorelli che con una lettera l’aveva sollecitato a fornire risposte adeguate a un problema diventato sempre più grande e pesante per gli allevatori. L’assessora gli aveva ricordato la promessa di dare esecuzione, entro due mesi dall’ultimo incontro, alle misure antipredazione compreso il “prelievo” del 5% di predatori in caso in cui il numero fosse eccedente. «Sono passati due mesi - scriveva la Pastorelli al ministro - e nulla più abbiamo saputo di cosa si stia facendo».

La risposta del ministro, arrivata all’assessorato di Magliano, è parte di una serie di dichiarazioni che Gian Luca Galletti ha rilasciato giovedì a Trento, in occasione del Tour 2016 di Coldiretti. «Mi si è posto - ha detto il ministro - in alcuni casi, il problema dei lupi per l’agricoltura e per i cittadini e ho predisposto 21 azioni per la prevenzione, studiate con gli scienziati. Una di queste azioni dice che se il numero dei predatori resterà eccedente è possibile un prelievo del 5%. Io vado fino in fondo perché la scienza così mi dice di fare. Rispetto gli animali, ma nell’equilibrio fra la convivenza loro e dell’uomo».

Nella risposta arrivata all’assessora Pastorelli Galletti ricorda, come già ampiamente descritto tempo fa, di aver «consultato settanta scienziati, tra cui i maggiori esperti in Europa, a cui il ministro ha posto il problema del rischio dell'estinzione dei lupi. Oggi - ha riferito Galletti - ce ne sono oltre duemila e mi è stato spiegato che il rischio è finito, anche se, naturalmente, la specie resta da preservare». Pastorelli dice di essere rimasta soddisfatta della risposta del ministro Galletti: «Mi fa piacere - dice - che abbia pubblicamente espresso la volontà di andare avanti sulla strada che ci aveva illustrato a Roma più di due mesi or sono. Compreso quel 5% di predatori eccedenti. Così non si può andare avanti. Gli allevatori sono arrivati allo stremo e se non ci saranno misure vere, tanti chiuderanno». E che in diversi abbiano l’intenzione di chiudere bottega lo dimostra la percentuale che nemmeno denuncia più le predazioni. È anche per questa scelta di non denunciare, che i dati presentati di recente in prefettura dalle forestali e dall’Asl non convincono i sindaci, che pensano, invece, che le predazioni siano aumentate “al nero”.

«Le predazioni continuano - dice l’allevatore Giacomo Franceschelli - altro che storie. A me sono spariti, fra martedì e mercoledì, due pastori maremmani, cuccioli di tre mesi. Il mio appello è che noi pochi giovani che siamo rimasti tiriamo fuori l’orgoglio. Svegliamoci perché tra qualche anno qui in montagna non ci resta più nessuno».

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