Il Tirreno

Grosseto

Gli imbrattatori traditi da una telefonata

di Elisabetta Giorgi

La Municipale denuncia i tre minori che hanno deturpato le Mura. A inchiodarli sono le telecamere e l’assessore

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GROSSETO. «Sono qui davanti alla scritta che hai fatto... Quanto è bella: ora ne faccio una anch’io», dice per telefono una ragazzina al fidanzato, di fronte al Cassero deturpato. Qualcuno (un assessore) è lì e la sente per caso.

Vengono così inchiodati tre minorenni tra i 14 e i 16 anni di Grosseto e provincia, due maschi e una femmina, identificati come i tre autori degli imbrattamenti alle Mura medicee. Immortalati dalle telecamere mentre devastano il monumento con lo spray e poi (per loro sfortuna) alcuni di loro “pizzicati” casualmente mentre parlano di questo, sono invitati al comando della polizia municipale dove non possono smentire. A loro carico l’ente inoltrerà notizia di reato all’autorità competente - la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Firenze - I reati ipotizzati sono il danneggiamento cose di interesse storico o artistico, il deturpamento e imbrattamento di cose altrui e il concorso in reato, articoli 635, 639 e 110 del Codice Penale.

Atti vandalici. Davanti al Cassero una telecamera di tipo fish eye (con angolo di ripresa di 360° e possibilità di zoomare le immagini) è stata installata dall’ex giunta Bonifazi su un apposito palo di sostegno. Alle 18,30 del 7 luglio (giovedì) è proprio questa telecamera a registrare la scena che si consuma impunemente qui di fronte. I tre ragazzini arrivano in pieno giorno, scelgono il luogo più congeniale sotto la telecamera e lasciano allontanare i passanti. Uno dei maschi inizia a scrivere con la vernice una frase lunghissima, forse sotto dettatura della ragazza che consulta il telefonino per leggere testi d’amore e poesie (il filmato non ha l’audio). In questi 20 minuti non passa anima viva. Sul finale anche gli altri due entrano in azione: la ragazza-dettatrice scrive il nome “Sara” sempre con lo spray mentre l’altro ragazzo disegna sagome sul muro di fronte. Infine l’autore della scritta si mette in posa accanto al suo capolavoro e si fa fotografare. Ignoriamo dove questo scatto sia veicolato, se solo alla fidanzata a cui è dedicata la maxifrase o a qualche gruppo Fb in cerca di gloria e stupidi consensi.

Le indagini. La Municipale entra in azione la mattina quando riceve la segnalazione e una pattuglia fa un sopralluogo accertando «il deturpamento di un’ampia porzione del muro di sostegno del terrapieno»: una scritta di circa metri 1.80x10 distribuita su sei righe di testo. Si acquisiscono le immagini e il filmato restituisce i volti dei ragazzini in maniera nitida. Ma fin qui restano tutte fisionomie anonime.

L’assessore origlia. Nel pomeriggio è l’assessore alla polizia municipale Fausto Turbanti a raggiungere il Cassero per fare un sopralluogo imbattendosi per caso in due ragazzine. Una di loro parla al telefono col fidanzato e gli dice: «Sono qui davanti alla scritta che hai fatto: quanto è bella. Ora ci scrivo qualcosa anch’io: ho qui una mezza bomboletta spray», racconta Turbanti. L’altra ragazza è lì che ascolta il tutto e l’assessore la riconosce. «Stesso aspetto fisico e stesso abbigliamento che avevo visto nel filmato delle telecamere: è lei la ragazza che il giorno prima aveva scritto Sara. Ho chiamato la municipale». La pattuglia arriva e identifica entrambe: una risulterebbe direttamente coinvolta nell’imbrattamento mentre l’altra (la ragazza che parlava al cellulare) è persona informata dei fatti e destinataria della scritta. Vengono chiamati i genitori e alle 21 i ragazzi e le famiglie sono invitati al comando della municipale (manca solo il giovane che abita fuori Grosseto). Ci stanno un’ora. Guardano il video e non possono smentire.

L’assessore fa «un plauso agli agenti per la velocità e la prontezza delle indagini».

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