Il dolore
Simiani rompe gli indugi: primo a lasciare
Il segretario provinciale del Pd si presenterà dimissionario all’assemblea: «Serve novità nella classe dirigente»
GROSSETO. «Chi esce sconfitto da questa tornata elettorale è certamente il Pd, ma se il centrodestra a livello nazionale ha molte difficoltà, nei territori presenta ancora risorse per vincere. Il Movimento Cinque Stelle poi non prende voti solo a destra e finché non si riesce a capire questo, non riusciremo mai a sconfiggerlo per davvero». Il segretario Marco Simiani inizia così la sua analisi del voto del 5 e 19 giugno. Una disamina di sei pagine in cui, in estrema sintesi, Simiani annuncia che arriverà dimissionario alla prossima assemblea provinciale «così da permettere al partito di attivare un percorso chiaro e lineare in vista del prossimo congresso e investire sulla nuova classe dirigente».
L’uscita di scena di Simiani, a un anno esatto dalla sua investitura, è nello stile che lo ha sempre contraddistinto: toni bassi, grande senso di appartenenza, rispetto per tutti coloro che hanno compiuto al suo fianco (o più distanti) il duro cammino preelettorale. Il passo avanti, rispetto al martedì post elezioni, è che per la prima volta si parla di dimissioni. Nel documento diffuso ieri sera Simiani ribadisce quanto affermato nella direzione provinciale, partendo da una forte autocritica a tutti i livelli.
«Abbiamo assistito – scrive – ad attacchi che servivano a delegittimare il nuovo esecutivo e i segretari dei comuni che andavano al voto. Il modus operandi era sempre lo stesso: non rendere credibile, verso il nostro elettorato e i nostri alleati, proposte e soluzioni che il partito aveva elaborato. Si è parlato di incompatibilità dei segretari, ci sono stati ripetuti attacchi ai dirigenti sui quotidiani locali e infine si è assistito a un uso sconsiderato e inopportuno dei social, senza contare le persone uscite dal partito o dall’alleanza perché non hanno riconosciuto il risultato delle primarie».
Ma Simiani ha parlato anche dei risultati raggiunti dalle amministrazioni in cui il Pd è stato sconfitto: «Grosseto ha diminuito quasi del 40% il proprio debito. Per questo voglio ringraziare tutti i sindaci e le loro giunte del lavoro svolto, con serietà e onestà. In questi giorni convocheremo nelle varie unioni comunali gli organismi di partito per capire caso per caso quali sono state le cause delle sconfitte e quali soluzioni dovremo adottare».
Tornando a Grosseto, secondo Simiani, la Lista Mascagni ha sicuramente ridotto i numeri del Pd, «ma eravamo convinti che per raggiungere l’obiettivo dovevamo aprirci alla società. Oggi però, dobbiamo ripartire dalle cose positive: le persone elette nel nuovo consiglio comunale e il rapporto con gli alleati, ma soprattutto dobbiamo rimanere collegati con la società, introducendo elementi di novità nella classe dirigente».
Poi l’annuncio delle dimissioni: «Come ho già anticipato chiederò alla presidente dell’assemblea di convocare il massimo organismo provinciale, per analizzare il voto e per decidere come gestire questa fase politica. Io arriverò dimissionario a questo appuntamento gestendo l’ordinario fino ad allora. È un momento di grande responsabilità e vorrei lasciare un partito migliore, più equilibrato e più sano, alla classe dirigente che verrà». (g.b.)
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