Toscana
Scoppia un incendio nello yacht Terrore a bordo per una famiglia
Cinque persone tra cui una bambina naufragano al largo di Fiumara e vengono soccorse dai surfisti All’origine delle fiamme forse un cortocircuito: la barca è affondata, danno ambientale da valutare
MARINA DI GROSSETO. Il surfista è volato sulle onde veloce come il vento che soffiava nel suo kite ed è piombato sulla spiaggia al cospetto del gestore della scuola di kite, Alessandro Tonini, titolare del Kite Beach Fiumara. «Ale, hai benzina nel serbatoio del gommone? Presto, c’è una barca che va a fuoco e ci sono delle persone». All’orizzonte un denso fumo nero si alzava da un punto lontano del mare.
È iniziato così il salvataggio di cinque persone, babbo, mamma, una bambina e i nonni, con il loro cane, che ieri pomeriggio hanno visto bruciare la barca sotto i loro piedi mentre, a circa un miglio dalla costa di Marina di Grosseto, all’altezza di Fiumara, stavano rientrando al porto di Marina di Grosseto.
Nella sfortuna, il fato ha voluto che in quelle acque, molto lontano dalla costa rispetto alla zona dove di solito sfrecciano i surfisti, si stava allenando Paolo Dianini, bolognese, atleta nella disciplina Foil che li ha incrociati. Il gommone, già pronto per essere tirato a secco, è stato rimesso in moto e in una manciata di minuti ha raggiunto l’imbarcazione.
«Quando siamo arrivati – racconta Tonini – sulla barca c’erano le fiamme alte e le persone erano tutte salite sulla zattera di salvataggio ed erano in preda al panico».
La famiglia, grossetana, aveva trascorso la giornata al mare sullo yacht, un cabinato di circa dieci metri. Stava rientrando al porto di Marina quando la barca ha cominciato a prendere fuoco.
Le fiamme pare si siano sprigionate a causa di un corto circuito e il fuoco è stato più veloce degli occupanti che non hanno potuto in nessun modo domarlo.
Tonini e Dianini hanno legato la zattera con una cima al gommone e l’hanno allontanata da lì. Nel tragitto verso riva è arrivato in loro soccorso anche un gommone della Marina di San Rocco, con a bordo il presidente Luciano Serra, che ha accompagnato i naufraghi al porto.
Nel frattempo da Marina di Grosseto sono arrivati gli uomini della capitaneria di porto a bordo di un gommone sul quale i vigili del fuoco, accorsi dal capoluogo, hanno montato la pompa per cercare di spegnere l’incendio. Da Porto Santo Stefano, più tardi, è arrivata anche una motovedetta della capitaneria di porto.
I vigili del fuoco hanno raggiunto lo yacht, ormai ridotto a uno scheletro incenerito. La barca è stata portata al largo dove è affondata. I vigili del fuoco hanno a lungo ispezionato la zona per l’eventuale danno da inquinamento provocato dalla fuoriuscita del carburante e dall’olio per il motore. In questi casi la posizione della barca affondata viene registrata con il gps per ritrovare il punto esatto in cui si trova il relitto.
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