Sicurezza
Royal Tuscany non cede sull’affitto
Mabro, il commissario risponde all’appello di Coscione: «Lo avremmo dato volentieri dietro a una promessa d’acquisto»
GROSSETO. «Non è questione di disponibilità». Il commissario giudiziale di Royal Tuscany, Enrico Domenichelli, non manda giù a cuor leggero le parole del commissario di Abbigliamento Grosseto, Paolo Coscione, che sembra voler dire che un ostacolo all’ingresso di una nuova proprietà per l’azienda di abbigliamento grossetana potrebbe essere rappresentato proprio dalla mancanza di disponibilità, da parte della procedura di Royal Tuscany, a dare in affitto al capannone. «Non è questo il punto» dice Domenichelli.
Le vicende delle due società sono da sempre effettivamente legate e dipendenti l’una dall’altra. Royal Tuscany è proprietaria dell’immobile di Mabro, Abbigliamento Grosseto ha i dipendenti e i macchinari che si trovano in quegli immobili. Il concordato preventivo di Royal Tuscany dipende strettamente dalla vendita del capannone e del terreno edificabile che si trova lì vicino - base d’asta, rispettivamente, 4,1 milioni di euro e 800.000 euro - e già nell’era Barontini Abbigliamento Grosseto avrebbe dovuto acquistare il capannone che aveva in affitto, invece ha maturato debiti, nei confronti di Royal Tuscany, per oltre 1,6 milioni. Per Royal Tuscany e il suo concordato è essenziale che qualcuno acquisti il capannone.
«Una decina di giorni fa - racconta Domenichelli - Coscione e io ci siamo incontrati di fronte al giudice Vincenzo Pedone: non abbiamo mai scartato l’ipotesi di un imprenditore che acquistasse in blocco l’azienda e l’immobile». Di fronte al giudice, il commissario della Prodi bis ha parlato di un gruppo interessato ad affittare il capannone per almeno tre anni. «Siamo stati possibilisti - dice - Il giudice ci ha invitato a valutare il rent to buy e nel pomeriggio abbiamo incontrato i professionisti incaricati dal gruppo, abbiamo visitato lo stabilimento e abbiamo dato la disponibilità a sospendere l’asta a patto che arrivasse proposta di affitto accompagnata da quella di acquisto garantita, o almeno la disponibilità ad acquistare il lotto edificabile su cui costruire il nuovo stabilimento, prendendo in affitto il capannone esistente. Dopo questo incontro, però è arrivata una proposta per il solo affitto, che abbiamo comunque inviato al comitato dei creditori che ieri ha fatto pervenire parere negativo». Il commissario di Royal Tuscany sta per depositare, in tribunale, una relazione che fa il punto sulla situazione attuale del concordato e ha convocato, per il pomeriggio del 27 luglio, l’assemblea dei soci di Royal perché alle 12 di quel giorno si chiude l'asta e l’assemblea dovrà prendere atto se si potrà procedere con il concordato o se dovranno essere prese decisioni più drastiche. «Noi possiamo anche pagare i creditori chirografari in misura inferiore a quanto stabilito dal concordato - conclude Domenichelli - ma la legge ci impedisce di impegnare la disponibilità dei beni senza la certezza di adempiere al concordato stesso».
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