Il dolore
Non versano l’Iva, scatta il maxisequestro
Case, terreni e automobili: sigilli per oltre 2 milioni di euro a due imprenditori maremmani
Un primo controllo dell’Agenzia delle Entrate, che nel 2012 ha portato al sequestro di beni per 230.000 euro. Poi, due anni di indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, e la decisione della procura di Pistoia di chiedere il sequestro di beni mobili e immobili e quote societarie versate nelle nuove società da tre imprenditori per una misura equivalente a quanto Finanza e Procura ritengono sia stato evaso al fisco: Iva per oltre 2 milioni di euro, dal 2013 al 2015.
Nel mirino del fisco la Logicoop, azienda specializzata nel trasporto delle merci surgelate, messa in liquidazione nel 2013 e dichiarata fallita dal tribunale di Pistoia nell’ottobre del 2015. Indagati per evasione fiscale sono Gianfranco Giannelli (64 anni), di Livorno, presidente della Logicoop di Pieve a Nievole, Nicola Berrugi (49 anni), vicepresidente della Logicoop e Desiderio Boncioli, secondo gli inquirenti “dominus” - amministratore di fatto - della Logicoop, anche se non presente nell’organigramma societario.
Giannelli è livornese, mentre gli altri due imprenditori vivono in provincia di Grosseto, a Gavorrano. Nei giorni scorsi il Nucleo tributario, diretto dal colonnello Gioacchino Mattia, ha sequestrato su disposizione del procuratore capo Paolo Canessa e del sostituto procuratore Fabio Di Vizio, 7 unità abitative, terreni, auto, quote societarie e conti correnti intestati ai tre imprenditori.
La Logicoop avrebbe omesso di versare al fisco Iva per 2, 3 milioni di euro, dopo che, in un primo controllo di quattro anni fa, era stata scoperta un’evasione di 230.000 euro.
I nuovi controlli eseguiti dal Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle hanno portato alla luce altra evasione maturata negli anni a venire. Gli inquirenti contestano all’azienda di Pieve a Nievole un milione e 100.000 euro di Iva non versata nel 2013, 619.000 nel 2014 e 450.000 nel 2015, oltre a 281.000 di ritenute certificate non versate ai dipendenti (ritenuti quindi altre “vittime” della frode perpetrata dai titolari dell’attività e da quello che viene considerato il socio occulto, il Boncioli).
Nel 2015 la Logicoop è fallita, ma nel frattempo beni e attività sarebbero stati dirottati su altre società nel grossetano, all’interno delle cui compagini societarie sono presenti i tre imprenditori.
Com’è che la Finanza ha potuto eseguire i provvedimenti di sequestro? Oltre che rivalersi sui beni degli amministratori di diritto (Giannelli e Berrugi) dalle dichiarazioni rese dagli stessi in Procura si è risaliti a quello che viene ritenuto un amministratore di fatto, Boncioli, e il provvedimento di sequestro è scattato anche nei confronti dei suoi beni e delle quote societarie da lui possedute altrove, come stabilito dalla normativa tributaria.
Ma almeno il più importante degli imputati nega ogni responsabilità. «Siamo di fronte a una misura cautelare reale - spiega l’avvocato Andrea Niccolai, difensore di Desiderio Boncioli - Il mio assistito è titolare della Boncioli srl, che nel tempo ha avuto contatti con la Logicoop, ma non è mai stato amministratore di fatto dell’azienda». Martedì il tribunale del riesame discuterà la legittimità del sequestro.
Negli ultimi tre anni l’attività della Procura di Pistoia in materia di irregolarità tributarie e distrazioni patrimoniali (soprattutto legate a fallimenti) ha portato al sequestro di circa 30 milioni di euro, tra beni mobili e immobili.
Tiziana Gori
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