Lutto
La strada degli ex orti costa altri 108.000 euro
Orbetello, tanto dovrà tirare fuori il Comune per aver perso la causa intentata dalla ditta che realizzò i lavori. E la somma finisce come debito fuori bilancio
ORBETELLO. Il Comune di Orbetello dovrà sborsare 108.000 euro: ha perso la causa contro la ditta dei Fratelli Colosio che si occupò della realizzazione della strada degli ex orti. Le carte bollate risalgono al 2004 e hanno visto contrapposti da un lato i fratelli Colosio, dall’altro il Comune di Orbetello. L’amministrazione comunale deciderà se chiedere la rateizzazione del debito in accordo con le parti interessate, ma intanto ha riconosciuto, nell’ultima assise, il debito fuori bilancio che corrisponde alla spesa a cui dovrà far fronte.
L’argomento del contendere erano problemi che vennero alla luce fra Comune e ditta appaltatrice per la realizzazione della strada degli ex orti. I lavori del primo lotto in fase di esecuzione vennero sospesi e, dalle prove testimoniali, è emerso che la sospensione dipese dal Comune. Emerge inoltre che da parte del Comune di Orbetello ci furono dei ripensamenti e delle rimodulazioni dell’originario progetto, tanto che vi fu un verbale in cui vennero concordati nuovi prezzi.
Le due ditte che avevano preso in sub appalto i lavori, in accordo con la Colosio, avevano a suo tempo sollevato il problema relativo alle modalità di realizzazione della sovrastruttura stradale relativa alla pista ciclabile. Non era chiaro, infatti, quale tipo di pavimentazione dovesse essere installata dato che si parlava genericamente di betonelle. Il verbale sui “nuovi prezzi” servì quindi a ufficializzare una nuova modalità di esecuzione dei lavori rispetto a quanto era previsto nel progetto iniziale. Situazione che aveva comportato la sospensione dei lavori per 64 giorni.
Fra le altre cose, a rendere ancora più complicata la realizzazione della strada, fu la miriade di baraccamenti e rifiuti che vennero scoperti dalla ditta eliminato il canneto per aprire le piste del cantiere. La ditta trovò sulla sua strada, manufatti in amianto, bombole di gas, macchine e rifiuti speciali che non potevano essere rimossi. L’impresa ha fatto presente che al momento della consegna dei lavori vennero indicati dei baraccamenti ma solo davanti al deposito Comunale. Tutto il resto venne scoperto dopo. Per rimuovere i rifiuti la ditta dovette rivolgersi alla Ecocave di Perugia per il recupero e lo smaltimento.
I problemi riguardarono anche il secondo lotto che, per la realizzazione di una perizia di variante, tenne ferma la ditta tre mesi. Il Tribunale di Grosseto si è pronunciato e ha stabilito che il Comune deve pagare oltre 67.000 euro più gli interessi a partire dal 24 giugno del 2002. A carico dell’ente, anche le spese processuali. Il tutto per un totale di circa 108.00 euro che potevano servire per altre faccende.
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