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L’Azienda Agricola Cammelli mette gli occhi su Floramiata
Salvataggio di Floramiata: l’Azienda Agricola Cammelli propone un innovativo progetto di rilancio, ma lancia un grido d’allarme: «Necessarie garanzie e serenità per il successo dell’operazione». E...
Salvataggio di Floramiata: l’Azienda Agricola Cammelli propone un innovativo progetto di rilancio, ma lancia un grido d’allarme: «Necessarie garanzie e serenità per il successo dell’operazione». E non manca la paura che se l’operazione fallisse, il vuoto di Floramiata – azienda serricola di Piancastagnaio dichiarata fallita a ottobre 2015 – potrebbe essere riempito altrove, in zone a calore geotermico. Il 15 luglio è in programma l’asta, ma i tempi sono sempre più stretti e per la Cammelli non ci sono ancora le condizioni per partecipare. La prima asta, con una base di circa 13,5 milioni di euro a maggio andò deserta ma già da allora i rumors più accreditati parlavano di varie aziende interessate, compresa la Cammelli di Firenze, attiva principalmente nella grande distribuzione e che in tre anni ha raddoppiato il fatturato. Adesso, alla vigilia della seconda asta, Cammelli propone «un progetto che mira a creare una nuova eccellenza del mercato italiano ed europeo». Ma se questo è il piano industriale per l’acquisizione e il rilancio di Floramiata, dall’altra parte ci sono ancora mancanze perché la Cammelli non vede ancora soddisfatte le condizioni necessarie per portare a termine l’operazione in «serenità ed efficacia». Sono 130 i lavoratori che attendono. La strategia di rilancio della Cammelli prevede investimenti per circa 2 milioni di euro in due anni. Prevede inoltre di mantenere il core business sulle piante ornamentali, riconvertire alcune strutture per la coltivazione di ortaggi in fuorisuolo e alla produzione di prodotti a più alto valore aggiunto. Vi sarà un centro logistico per l’ortofrutta e l’implemento di piante da odori in vaso, con possibilità di riaprire il centro vendite. Infine, per il centro ricerche interno, Cammelli ha ricevuto una manifestazione d’interesse dalla facoltà di Agraria di Firenze. Un piano ambizioso, anche perché, per attuarlo Cammelli è in trattativa con alcune cooperative amiatine e prevede l’impiego di un numero di lavoratori non inferiore a quello attuale e anzi con aumento di personale. Ma non mancano ombre, perché l’azienda fa sapere che «purtroppo il tempo rimasto prima della scadenza del bando potrebbe non essere sufficiente per mettere insieme le garanzie necessarie per far partire il progetto. Un progetto che sempre utilizzando la geotermia potrebbe in futuro interessare altre zone della Toscana». (f.b.)
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