Il Tirreno

Grosseto

Imbrattano le Mura e si fanno il selfie. Ma la telecamera li filma

di Francesca Ferri
Le Mura imbrattate davanti al Cassero senese (Foto Bf)
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Le Mura imbrattate davanti al Cassero senese (Foto Bf)

Due ragazzini e una ragazzina in pieno pomeriggio deturpano con una maxiscritta la zona del Cassero.

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GROSSETO. Arrivano alle 18.30. Due ragazzini e una ragazzina. Con tutta calma prendono la bomboletta, cominciano a scrivere sull’antico muro davanti al Cassero, poi buttano via la bomboletta e si fanno un selfie. Alle 18.50 se ne vanno. Venti minuti. Venti minuti per deturpare secoli di storia e di bellezza quali sono le Mura medicee di Grosseto. Venti minuti che, però, finiscono tutti nell’occhio della telecamera, piazzata proprio lì davanti al muro. Alla quale non è sfuggito niente.

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In pieno giorno. No, non è un messaggio d’amore. E non è una poesia. È solo un atto vandalico quello che tre ragazzini hanno commesso nel pomeriggio di giovedì sul muro di contenimento tra via Saffi e il piccolo piazzale dal quale si accede al Cassero senese. In pieno giorno, incuranti della gravità del loro gesto, hanno scarabocchiato l’antico muro, non lontano dalla parete che, dopo anni di scrittacce, dall’anno scorso è riuscita a tenere alla larga i vandali grazie al murale realizzato dall’artista Zed One nell’ambito del Premio Monicelli.

Le scritte deturpanti. Sei righe: «Bastavi tu! Che strano, stiamo ogni giorno, per tutta la vita, ad osservare e inseguire le stelle, l’arcobaleno, il mare, quando bastavi tu per farmi brillare, per farmi vivere a colori e per farmi perdere nell’immenso del mare». Una frase che compare in siti internet specializzati in aforismi e frasi d’amore, la cui autrice risulta essere tale Francesca M. Sarà da verificare se dietro questo nome c’è una persona in carne e ossa e se sia coinvolta nell’atto vandalico. Accanto, sulla sinistra, con la stessa grafia e con le stesse dimensioni, c’è un’altra scritta mentre il muro di fronte – quello esterno del bastione della Fortezza – è stato anch’esso deturpato con disegnacci e simboli fallici.

La telecamera provvidenziale. Sarebbe rimasto uno sfregio tra i tanti, senza autore, e invece proprio lì, su un palo, c’è la telecamera di sorveglianza del Comune di Grosseto. È una delle 24 telecamere del progetto che la precedente amministrazione Bonifazi aveva fatto installare in altrettanti punti del centro storico. Nel pacchetto rientravano anche le telecamere installate al vicino bastione Maiano e che alcuni mesi fa permisero alla Municipale di cogliere sul fatto un gruppone di ragazzini ubriachi che lanciavano le bottiglie e di intervenire subito.

Niente diretta. Per il Cassero non è stato possibile intervenire in diretta. «Al momento – spiega il vicecomandante della Municipale Massimo Soldati – il collegamento con il maxischermo della sala operativa non è stato fatto perché la fibra ottica, sulla quale viaggiano i dati delle telecamere, lì non ci arrivava ancora. La telecamera è comunque funzionante e collegata a un pc». Le immagini, spiega Soldati, sono molto chiare. I ragazzi si vedono bene in viso. A questo punto l’invito degli agenti ai tre autori è quello di andare alla Municipale e confessare.

La bomboletta spray. «La cosa che ci lascia esterrefatti – spiega ancora Soldati – è che hanno agito in tutta tranquillità, nonostante fosse pomeriggio e potesse vederli qualcuno. E si sono pure fatti un selfie». Una spavalderia che accomuna i tre autori al gesto alle ragazzine che, a maggio, a Follonica non ebbero di meglio da fare che scrivere gli auguri a un’amica su un muro e postare la foto su Facebook.

«Atto grave». «Sono gesti che non si commentano nemmeno – dice il vicesindaco e assessore alle Mura Luca Agresti – non ci sono parole per atti così gravi. Finché non si comprende che questo è un patrimonio di tutta la città, ci saranno purtroppo questi danni. Vediamo se c’è la possibilità di individuare i colpevoli attraverso i video. La scritta sarà rimossa».

La prevenzione. La vera sfida, però, è la prevenzione. «Tutta una serie di atti contro il patrimonio e il degrado – conclude Agresti – possono essere limitati tenendo vivi i posti. Se c’è gente, non ci sono i vandali. Le Mura sono tra i nostri punti programmatici e proprio per questo stiamo elaborando un progetto loro dedicato».

 

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