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Tromba d’aria semina il caos in Feniglia

Tromba d’aria semina il caos in Feniglia

FENIGLIA. Una tromba d’aria ha seminato il caos in Feniglia, allo stabilimento Da Braccio, mercoledì pomeriggio. Un pomeriggio come tanti in cui i bagnanti erano tranquilli a prendere la tintarella...

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FENIGLIA. Una tromba d’aria ha seminato il caos in Feniglia, allo stabilimento Da Braccio, mercoledì pomeriggio. Un pomeriggio come tanti in cui i bagnanti erano tranquilli a prendere la tintarella e a fare il bagno.

«È iniziato tutto all’improvviso - racconta Giorgia Pacini, responsabile della spiaggia nello stabilimento - La giornata era tranquilla, poi c’è stato improvvisamente un cambio di vento, da scirocco a maestrale. Ma questo succede quasi tutti i giorni..». Niente poteva far presagire che da lì a poco una tromba d’aria si sarebbe abbattuta sulla spiaggia. «Io ero al gazebo dove accolgo i clienti - continua lei incredula - A un certo punto dalla tranquillità abbiamo sentito un rumore di vento anomalo. Ci siamo girati e ad uno ad uno abbiamo visto gli ombrelli di Mamma Licia, lo stabilimento vicino, che volavano travolti da una tromba d’aria. Increduli e con la speranza che si placasse abbiamo aspettato un attimo, ma vedendo che stava arrivando verso di noi abbiamo iniziato a correre verso un riparo». A quel punto «ho visto la gente presa dal panico che saliva le scale sul nostro ristorante e altri andavano verso la riva. - C’era chi urlava insomma, una scena per niente piacevole».

Momenti di panico, in cui Giorgia e il marito hanno dovuto decidere in fretta cosa fare. «Essendo io e mio marito responsabili della spiaggia ho iniziato a far entrare le persone sotto le nostre stanze in modo tale che fossero al riparo. Mio marito ha fatto la stessa cosa sulla riva. Gli ombrelloni sembravano coriandoli». Nel video girato e postato su Facebook (alla pagina Da Braccio) si vedono in maniera inequivocabile gli ombrelli roteare in aria e la gente scappare in preda al panico per paura di essere colpita. «Per fortuna - conclude Giorgia - è finito tutto abbastanza velocemente e con qualche persona presa lievemente da qualche ombrello ma niente di che, poteva andare molto peggio». Dopo lo squalo che due giorni fa era stato liberato dai bagnini, ora gli operatori turistici della zona, all’altro capo della Feniglia, hanno dovuto fronteggiare un’altra emergenza. Della serie, come hanno scritto a commento i titolari dello stabilimento Da Braccio, «in Feniglia non ci facciamo mancare niente».

Ivana Agostini

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