Il Tirreno

Grosseto

Sindaco e segretario comunale denunciati dalla lista civica

di Alfredo Faetti

Due querele inviate alla Procura: il primo cittadino è accusato di abuso d’ufficio per il consiglio Al centro della polemica l’approvazione del bilancio di previsione avvenuta fuori dai tempi previsti

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MASSA MARITTIMA. «Intanto una». «Intanto due». Sono i titoli ai post apparsi sul sito ufficiale di Massa Comune, con cui la civica d’opposizione annuncia di aver sporto querela per abuso d’ufficio nei confronti del sindaco e del segretario comunale di Massa Marittima in seguito alla discussa approvazione del bilancio di previsione 2016.

Un’approvazione arrivata secondo il movimento (come ha ripetuto per giorni) oltre il termine previsto dalla legge e attraverso un consiglio comunale convocato (sempre secondo la civica) in modo illegittimo, tanto da arrivare a minacciare di denuncia la prefetta Anna Maria Manzone se non prenderà provvedimenti su tutta questa faccenda. Provvedimenti che nel caso, stando alla normativa, si concretizzerebbero con il commissariamento del Comune. Ma parafrasando i titoli del post, intanto sono arrivate altre due denunce.

Entrambe le querele inviate alla Procura di Grosseto portano la firma del consigliere Gabriele Galeotti.

La prima apparsa sul sito web di Massa Comune è quella nei confronti del segretario comunale, in quanto «garante della legalità dell’azione amministrativa esercitata dall’ente», come si legge nel documento. A lui Galeotti contesta di non aver «nulla eccepito circa il fatto che si stesse tenendo il consiglio comunale senza che ad uno dei consiglieri di minoranza fosse stata notificata la convocazione».

Il riferimento è alla seduta di lunedì sera, disertata da Massa Comune, che già aveva diffidato l’amministrazione a indire il consiglio sostenendo che al capogruppo della civica, Fiorenzo Borelli, non era stata notificata la convocazione. In questo senso, durante la seduta stessa, il sindaco Marcello Giuntini ha ricordato che a Massa le convocazioni vengono fatte via e-mail già dalla passata legislatura, così come aveva deciso il consiglio stesso. «Sono giochi di potere: Massa Comune ha disertato la seduta nella speranza di far commissariare il Comune» ha detto lunedì sera Giuntini, visto che se non fosse stato approvato il bilancio entro quella data sarebbe arrivato un commissario prefettizio a guidare il municipio. Sia come sia, una querela è arrivata anche per il sindaco. E ancora una volta l’accusa mossa da Galeotti è quella di abuso d’ufficio. La differenza è che in questa seconda denuncia i fatti esposti partono dalla diffida inviata dalla Prefettura al Comune, intimandolo ad approvare il bilancio di previsione entro venti giorni dalla notifica della stessa, datata al 9 giugno. Secondo Massa Comune, quindi, il giorno ultimo per convocare il consiglio era il 29 giugno, ma così non è andata. È stato invece convocato dall’amministrazione per il 4 luglio, forte del parere del ministero dell’Interno che spiegava come i venti giorni partissero dalla notifica non all’ente, ma all’ultimo consigliere comunale.

Galeotti però sostiene che il caso preso in esame dal ministero non è uguale a quello massetano.

«Il parere non conteneva esaustivi chiarimenti - si legge nella querela inviata in procura - e per di più si riferiva ad una questione simile ma non uguale a quella proposta: nel caso preso in esame dal ministero infatti la diffida era stata inviata direttamente ai consiglieri e non all’ente».

Una sostanziale differenza, insomma, quanto basta a Massa Comune per presentare denuncia anche contro Giuntini, per cui possono esserci margini - secondo la civica - per l’accusa il reato di abuso d’ufficio.

Il bilancio è stato approvato ma di strascichi ce ne sono ancora e ora della questione se ne occuperà la procura.

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