Lutto
Il piromane sfida la videosorveglianza
Fiamme sulla Panoramica a Castiglione e alle Marze: è stato utilizzato un accelerante per appiccare il fuoco
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Torna l’incubo incendi a Castiglione. Ieri pomeriggio, nell’ora più calda della giornata verso le 14,30, sulla strada panoramica sud, quella per chi arriva dalla provinciale del Padule, la Castiglionese, si sono levate al cielo delle lingue di fuoco.
Un fumo così denso che si vedeva benissimo anche dalla campagna. E il punto esatto da dove sono partite le fiamme è già stato in passato preso di mira diverse volte: il fuoco, spinto dal vento di maestrale, si è così propagato in pochi minuti verso la collina di poggio d’Oro, lambendo le case di Santa Maria che sono a ridosso dell’inizio della salita. Purtroppo scene già viste decine di volte negli ultimi due anni.
E in pochi attimi nel paese è tornata la paura.
Si, perché il tam-tam dei social network e le primissime foto dell’incendio sono bastate a scatenare un passa parola che ha fatto ritornare alla mente l’estate del 2014, quando gli incendi furono decine, tutti scaturiti dalla mano di un piromane. E anche quello di ieri ha caratteristiche simili.
La prima lingua di fuoco potrebbe essere partita proprio a ridosso della carreggiata, all’altezza della prima curva, per poi dirigersi appunto verso la collina.
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto è arrivata in pochi minuti la squadra del Comune con l’autopompa, che ha iniziato a spengere l’incendio. Intanto anche da Grosseto una paio di squadre di vigili del fuoco si sono messe in moto, e i tecnici della Protezione civile hanno deciso di allertare l’elicottero, che poi è stato utilissimo per bonificare tutta l'area, circa un ettaro abbondante di macchia mediterranea andata in fumo.
I vigili urbani e una pattuglia della guardia di finanza hanno interdetto la panoramica al traffico per permettere ai mezzi di soccorso di intervenire. Tutte situazioni anche queste già viste e riviste purtroppo. La vera novità questa volta però, è la presenza delle video camere di sorveglianza.
Proprio nel 2015 l’amministrazione sulla scia dei tanti incendi sul territorio ha deciso di installarle: praticamente la strada panoramica è monitorata su ogni settore, dall'inizio alla fine. E i carabinieri e gli inquirenti si sono subito indirizzati nella sala controllo per prendere visione dei filmati. A tarda ora di ieri nessuna notizia era filtrata. Anche se l’orario appare circoscritto, non è così semplice capire e stabilire come è stato appiccato l’incendio. Non è detto insomma, che il piromane sia passato per forza dalla strada, magari ha deciso di attraversare i campi e passare dietro le case, per poi tornare sui suoi passi e cercare di evitare in tutti i modi l'occhio della telecamera.
Proprio da dove si pensa che siano iniziate le fiamme, ci sono proprio un paio di videocamere sul palo della luce: questo potrebbe essere un indizio preciso per stabilire l'ora esatta di quando ha preso fuoco. Però anche qui ci sono delle considerazioni da fare, visto che probabilmente è stata usata un tecnica particolare per far partire le fiamme, come un pezzo di “Diavolina” o un accelerante.
La macchia secca in quel punto è stata perfetta perché il fuco, appunto spinto dal vento, si propagasse rapidamente. Alcune squadre antincendio della Vab sono rimaste sul luogo tutta la notte per monitorare la situazione e sul luogo dell’incendio è intervenuta anche la Guardia forestale.
Ora rimane la paura nei cittadini e soprattutto l'impotenza di fronte ad un altro sfregio del genere alla collina che sovrasta il paese. Certo è che il piromane in questione ha lanciato un altro guanto di sfida a tutti. La speranza è che una telecamera abbia visto davvero qualcosa. E anche sul rogo scoppiato poche decine dopo alle Marze, circoscritto in poco tempo da vigili del fuoco e guardia forestale, potrebbe esserci stata la stessa mano.
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