Il Tirreno

Grosseto

Il Governo salva la stagione turistica

di Matteo Tuccini
Il Governo salva la stagione turistica

Pronto il decreto per evitare che i bagni diventino abusivi

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VIAREGGIO. Un lasciapassare per portare avanti la stagione turistica senza intoppi. E valido, forse, anche per le estati a venire. I balneari non saranno travolti dalla sentenza della Corte di giustizia europea del 14 luglio, che rischia di renderli tutti o quasi abusivi. Lo ha assicurato il ministro agli Affari regionali Enrico Costa, nel vertice di ieri a Roma con le associazioni sindacali.

La Corte Ue dovrà stabilire se le concessioni delle spiagge oggi in mano agli stabilimenti siano valide, oppure no. La questione sul tavolo è quella della proroga al 2020 delle concessioni, approvata dal Parlamento durante il governo Monti. La sensazione di tutti è che i giudici europei bocceranno la proroga, riportando i titoli alla scadenza originaria del 31 dicembre 2015. Una prospettiva letale per gli imprenditori balneari oggi al lavoro, che rischiano di non avere più titolo a restare sulla spiaggia. Ma in quel caso - ha annunciato Costa, confermando le ipotesi fatte nei mesi scorsi - il Governo adotterà un provvedimento d’urgenza, un decreto-legge. Che assegnerà una nuova validità alle 30.000 concessioni delle spiagge italiane, 429 delle quali sono in Versilia. In questo modo gli stabilimenti potranno continuare a lavorare.

Già, ma per quanto ancora? Il ministro non ha fornito tempistiche, né scadenze precise. Si sa solo che questo regime provvisorio durerà fino a quando non verrà approvata una nuova legge sull’assegnazione delle spiagge ai privati. A questo scopo verrà presentato un disegno di legge governativo per fare la riforma. Si parla di diciotto mesi necessari per l’iter in Parlamento, ma sono discorsi che valgono il giusto: la riforma potrebbe impantanarsi, per non parlare dei rischi di caduta del Governo.

Una volta che ci sarà la riforma, gli scenari possibili sono tre. Ipotesi uno: tutti gli stabilimenti vanno all’asta, o meglio a gara. Ipotesi due: le nuove concessioni vanno all’asta, le altre - cioè tutte quelle in mano ai balneari - ottengono una ulteriore proroga di trent’anni come richiesto dai sindacati. Terza ipotesi, la più probabile: le nuove concessioni vanno a gara, le altre ottengono una proroga intorno ai dieci anni. A quel punto l’anno zero del turismo balneare sarebbe spostato almeno al 2028. L’unica cosa sicura di tutta questa vicenda è che, presto o tardi, le cose cambieranno.

«In attesa del disegno di legge sulla disciplina delle concessioni demaniali - spiega Vincenzo Lardinelli, presidente della Fiba-Confesercenti - il ministro ci ha assicurato un provvedimento urgente, che garantisca il mantenimento del diritto alla continuazione dell’attività da parte delle imprese balneari, fino al momento dell’entrata in vigore della nuova legge di riordino complessiva del Demanio. In ogni caso - prosegue Lardinelli - nella nuova normativa dovranno essere confermati, tra gli altri, due principi fondamentali: un periodo transitorio di adeguamento di almeno trent’anni per le attuali imprese che già operano sul demanio; il riconoscimento di un indennizzo sul valore commerciale dell’azienda per l'eventuale concessionario uscente. Il ministro Costa - conclude il presidente della Fiba - ci ha dato appuntamento subito dopo il pronunciamento della Corte di giustizia europea».

«Ci preoccupano sempre i tempi che ci rimandano di incertezza in incertezza - dichiara Riccardo Borgo, presidente del Sib Confcommercio - Programmare il futuro e gli investimenti delle nostre imprese rimane ancora una cosa impossibile. Timori e incertezze non fanno altro che far venir meno la fiducia, e alimentare la disaffezione nei confronti della politica. Abbiamo ribadito al ministro la necessità che, una volta per tutte, venga definito con la Commissione europea se vi sia o meno affinità con la situazione spagnola. Non sarebbe, infatti, tollerabile che in analoga situazione si abbiano trattamenti così radicalmente difformi».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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