La manifestazione
Blitz dei vigili a domicilio per la “iena maremmana”
Dopo la perquisizione della polizia postale, segnalazione sulla sua abitazione L’ipotesi è quella di abuso edilizio: lo sfogo di Mancineschi su Facebook
GROSSETO. «Con quello che ho fatto a Marina, il pollaio che c’entra?». È un fiume in piena Lorenzo Mancineschi, la “Iena” maremmana che ieri mattina alle 8,30 in punto ha visto una pattuglia della polizia municipale fermarsi nel cortile della casa nella quale vive ai Poggetti Nuovi.
Dall’auto di servizio sono scegli gli agenti della squadra che si occupa del settore edile, arrivati fin lì per vedere se tutto fosse stato davvero in regola.
Hanno fatto misurazioni, hanno controllato le tettoie degli annessi, il pollaio diventato famoso grazie al video pubblicato poco dopo da Lorenzo Mancineschi, hanno dato un’occhiata all’annesso dove l’uomo ha i box per i suoi cani. Poi, dopo aver riempito pagine di misure, sono tornati al comando dove ora controlleranno se quell’abitazione ma soprattutto quegli annessi che si trovano nella proprietà dei genitori di Mancineschi, siano o meno a norma.
Tutto è cominciato dopo la perquisizione e il sequestro del pc da parte della polizia postale che aveva ricevuto due esposti: uno per il video choc girato a Marina di Grosseto, l’altro per il filmato pubblicato dalle Iene nel quale un minorenne diceva che le forze dell’ordine sarebbero state corrotte dagli spacciatori che girano per la città.
Un’aggiustata alla cresta sulla testa, diventata simbolo delle Iene maremmane, già a telecamera accesa e poi via, in auto, con il telefonino piazzato sul cruscotto.
Mancineschi ha raccontato dell’ennesima «persecuzione» nei suoi confronti. «Faccio una copia delle chiavi e le lascio a loro - dice - hanno misurato tutto: cancelli, pollaio, orticelli. Ma qui è tutto condonato. Mi hanno chiesto perché dormissi nell’annesso. Ma quelli non sono affari loro. Mia mamma quando li ha visti arrivare si è anche impaurita e l’agente della municipale rideva».
Le verifiche ora saranno fatte negli uffici della polizia municipale e la valutazione riguarderà appunto la presenza di abusi edilizi o meno nella proprietà dove abita Lorenzo Mancineschi.
«Ho pestato i piedi a un mafiosetto maremmano - dice Mancineschi prima di prendersela anche con i giornalisti - ma non mi fermo. Mi devono uccidere per farlo». Uno sfogo, quello di Mancineschi, che arriva alla fine di una mattinata convulsa, cominciata con la visita della polizia municipale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
