Il Tirreno

Grosseto

sCuola »QUALE FUTURO

di Elisabetta Giorgi
sCuola »QUALE FUTURO

GROSSETO. Troppo poco personale: il mondo della scuola soffre. Giacomo d’Agostino, nato a Palermo nel 1956, si è insediato in questi giorni all’ufficio scolastico provinciale di Grosseto come...

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Troppo poco personale: il mondo della scuola soffre.

Giacomo d’Agostino, nato a Palermo nel 1956, si è insediato in questi giorni all’ufficio scolastico provinciale di Grosseto come provveditore reggente dopo uno stallo lunghissimo che ha visto praticare - dalla sede regionale fiorentina - ardite acrobazie per colmare gap e voragini di personale nell’intera Toscana. Dirigenti intercambiabili, figure multitasking che si dividono tra un settore e l’altro con vorticosi dribbling e gimkane impossibili. Per un anno le pratiche grossetane sono state curate da un dirigente di stanza a Firenze, Claudio Bacaloni, ma fisicamente la poltrona era rimasta vuota mentre ora è occupata da D’Agostino che comunque - ci spiega - non ha la titolarità dell’incarico ma la “reggenza”.

D’Agostino, lei arriva dopo un anno di vuoto

«Sì, vero. Il problema è che c'è una carenza di organici a tutti i livelli, in ambito nazionale. Anche a livello dirigenziale, e non solo di corpo docente, la scuola soffre. C’è una carenza di figure tecniche e amministrative e molti si trovano a fare reggenze in attesa che riparta il nuovo concorso per dirigenti scolastici».

Figure tecniche e amministrative, ci spieghi.

«Io sono un dirigente tecnico e ho funzioni di cariche ispettive. In pratica il mio ruolo era quello dei vecchi ispettori. Ora con la legge 107 siamo stati individuati 40 in tutt’Italia di cui nominati siamo 6, alcuni proprio in Toscana. Anche a Livorno è arrivata una collega, Anna Pezzati, che si è insediata 20 giorni prima di me».

Lei non è titolare, a Grosseto?

«Sono un reggente, qua. Non un titolare dell’ufficio. La mia titolarità resta al servizio ispettivo dell’Usr, l’ufficio scolastico regionale che ha sede a Firenze. Il mio incarico principale è quello di dirigente tecnico al servizio ispettivo della direzione regionale toscana. Poi ci sono coloro che hanno le assegnazioni, i titolari effettivi… Ma in molti casi, proprio per carenza di organico e laddove non si può nominare un titolare, viene nominato un dirigente come reggente. Le funzioni, beninteso, sono le stesse di un effettivo».

Negli ultimi anni lei e altri siete diventati un po’ gli acrobati della scuola: sempre chiamati a ricoprire più ruoli in contemporanea.

«È vero, per i soliti noti problemi di organico che dicevamo. Anche ora io dovendo seguire molte cose mi dividerò su varie cose. Qui sono reggente, poi ho vari incarichi istituzionali, la sorveglianza degli esami di Stato in provincia di Grosseto, poi vari incarichi per seguire i vari progetti che ci sono da parte dell’Usr e del ministero, la valutazione dei dirigenti scolastici e del sistema, i rapporti con gli enti istituzionali...».

Che tipo di situazione trova a Grosseto?

«Anche qui ci sono carenze di organico sul personale, ma ho to una funzionalità abbastanza buona, positiva. Si tratta di rientrare dentro il metro delle cose. Mi sono appena insediato ma la prima sensazione è positiva. Ho incontrato alcuni dirigenti, ho fatto una riunione con loro per gli esami di Stato che hanno funzionato regolarmente. Qualche problema l’abbiamo trovato, ma in tutte le situazioni complesse i problemi non possono mancare. La situazione di Grosseto, poi, non è tanto complessa per numero di alunni o istituzioni scolastiche quanto per la conformazione geografica. C’è Grosseto capoluogo che concentra gran parte dell’utenza e poi ci sono alcune parti come l’isola del Giglio o la parte montuosa dell’Amiata, più periferiche...».

Anche l’ufficio scolastico provinciale di Grosseto è in sofferenza di organico, ci risulta.

«Questa struttura è stata molto ridotta negli anni, e anche ora ci sarà qualcuno che andrà in pensione. Tra non molto andrà via una persona e nell’arco di un anno ci sarà pure qualcun altro».

Turn over bloccato?

«Si vedrà, al momento non so».

La scuola è ancora nel tunnel?

«Il problema investe tutto il pubblico impiego. Nell’ambito docente è stato potenziato l’organico e con il concorso riservato ai docenti si sta provvedendo. Bisognerà piuttosto affrontare il problema degli uffici territoriali e degli assistenti amministrativi, gli ata. Anche per loro c’è stata riduzione». Quanto forte a Grosseto?

«Sto verificando, sto controllando la situazione concreta in questi giorni. Devo capire meglio, al momento non mi sento di esprimere un giudizio. In generale c’è stata per tanti anni una riduzione di investimenti e personale, ma devo dire che ora si sta tornando a investire nella scuola, e non a caso ci sono nuove nomine. Certo, gli investimenti non coprono mai tutto quanto servirebbe, ma comunque...»

Emergenze locali in corso?

«Emergenze vere non ne vedo,problemi da affrontare sì: la situazione degli organici dei docenti e degli amministrativi. I problemi che vengono fuori dalla 107, l’alternanza scuola/lavoro o i modi per far uscire la scuola dalla sua autoreferenzialità e stare più sul territorio. Tutti insieme».

In che modo?

«Per esempio organizzando incontri. Vediamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze