Sicurezza
Pd e alleati senza cariche Prime scaramucce in aula
Il leghista Pacella presidente e il grillino Perugini vice: il centrosinistra incassa e accusa: «C’è una maggioranza di centrodestra e Movimento 5 stelle»
GROSSETO. Dieci anni di amministrazione alle spalle, e il centrosinistra, nel giro di una manciata di minuti, scompare dalle cariche istituzionali del consiglio comunale di Grosseto.
Il presidente dell’assise, carica tradizionalmente rivestita da un consigliere di maggioranza, se lo guadagna la Lega nord, la vera vincitrice di queste elezioni. Due assessori in giunta, Riccardo Megale e Giacomo Cerboni (quest’ultimo area Lega nord), il Carroccio piazza Cosimo Pacella sulla poltrona della seconda carica per importanza dopo il sindaco.
Pacella, consigliere navigato del Carroccio, è stato proposto prima della votazione da Mario Lolini proprio in virtù della sua esperienza. È stato eletto con ventidue voti su trentatré (ovvero trentadue consiglieri comunali più il sindaco).
Dietro di lui, nella votazione per la carica di presidente, si è piazzato Emanuele Perugini, consigliere del Movimento 5 stelle, il pentastellato più votato in assoluto alle elezioni del 5 giugno. La scalata alla presidenza non gli è riuscita (ha totalizzato quattro voti, mentre sette sono state le schede bianche). Ma non se l’è presa.
Al momento di eleggere il vicepresidente, Perugini, proposto dalla collega di scranno Antonella Pisani, l’ha spuntata in due tempi su Rinaldo Carlicchi di Passione per Grosseto, il candidato indicato da Lorenzo Mascagni, ex aspirante sindaco, oggi capogruppo dei democratici (cinque consiglieri in tutto).
Il primo spoglio aveva consegnato al consigliere pentastellato diciannove voti, non abbastanza per essere eletto al primo turno (servono i due terzi dell’aula).
A quel punto, però, Carlicchi ha chiesto la parola. «Ritiro la mia candidatura a vicepresidente perché è palese che c’è una maggioranza di centrodestra e Movimento 5 stelle», ha detto.
L’intervento ha provocato un borbottio tra i pentastellati, ma nessuno ha premuto il pulsante del microfono per intervenire. Forse ha giocato la timidezza da “primo giorno di scuola” per i quattro neoconsiglieri, emozionati, visibilmente felici, ma ancora un po’ impacciati – ci vuole qualche minuto per capire come premere il pulsante per votare – e forse non ancora sincronizzati con i tempi del dibattito e del botta e risposta in aula.
Del resto negli ultimi cinque anni il Movimento ha avuto un unico consigliere, Giacomo Gori, ex candidato sindaco che si è dimesso per far posto ad Antonella Pisani.
A Carlicchi risponde invece Mario Lolini, ormai decano dell’aula dove siede per la quinta consiliatura.
«Non c’è alcun asse centrodestra-M5s – ha detto il consigliere della Lega nord – noi abbiamo i nostri numeri. Cerchiamo di lasciare le acredini fuori dall’aula e di confrontarci sugli atti».
Alla fine il centrosinistra ha votato scheda bianca e Perugini, con 17 voti (al ballottaggio basta la maggioranza più uno), ha conquistato la terza carica del Comune.
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