Il Tirreno

Grosseto

Mafia, le Agende rosse non dimenticano

di Sara Landi

Appuntamento domani sera nella sala Friuli per ricordare, 24 anni dopo, la strage di via D’Amelio

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GROSSETO. Si avvicina la data del 19 luglio, anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo in cui nel 1992 furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Proprio alla memoria di uno di loro è intitolato il gruppo delle Agende rosse “Gruppo Agostino Catalano - Maremma” che promuove domani sera alle 21 nella sala Friuli di piazza San Francesco a Grosseto un evento di ricordo e di riflessione collettiva sul tema della lotta alla mafia, a 24 anni di distanza da una strage su cui non è stata fatta ancora piena luce. Ci sono ancora pochi posti disponibili per partecipare all’iniziativa che comincia con una presentazione del movimento delle Agende rosse a cura dei coordinatori del Gruppo Agostino Catalano - Maremma, Patricia Ferreira e Guido Di Gennaro. Segue la proiezione del video «La scorta» che è stato girato al Cinema Stella di Grosseto in occasione di una precedente commemorazione della strage: nel video l’attrice Annalisa Insardà interpreta un monologo scritto da lei e dedicato a tutti gli agenti delle scorte che, pur sapendo di rischiare la propria vita, hanno consapevolmente voluto proteggere la parte migliore del Paese. Chiude la serata alla sala Friuli la proiezione di «19 luglio 1992. Una strage di Stato», un film-documentario di Salvatore Borsellino e Marco Canestrari in cui Borsellino racconta la vita di suo fratello Paolo, dall’infanzia fino alla strage di Via D’Amelio. Nel film ci sono testimonianze e riflessioni, fra cui quelle del giudice Nino Di Matteo e del giornalista Marco Travaglio. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili ma è gradita la prenotazione chiamando il 347 3357818 o scrivendo alla mail ar.agostinocatalano@gmail.com. Il movimento delle Agende rosse porterà in questi giorni la sua testimonianza di impegno civile anche alla kermesse mancianese del Cartoon Village a cui partecipano i gruppi Peppino Impastato di Grosseto e di Milano, presenti alla tre giorni di Manciano con la mostra di fumetti "1, 10, 100 agende rosse. Quale democrazia?” organizzata in collaborazione con la casa editrice “Il becco giallo”.

Oltre alla parte espositiva ci sarà uno spazio creatività in cui le Agende rosse inviteranno i disegnatori presenti al festival ma anche le persone comuni compresi i bambini a disegnare le loro emozioni nell’ascoltare storie di violenza, depistaggi, omissioni e colpevoli silenzi, riprendendo la celebre definizione di Peppino Impastato secondo cui “la mafia è una montagna di merda”.

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