Il Tirreno

Grosseto

L’emozione dei debuttanti

di Alfredo Faetti
L’emozione dei debuttanti

Primo consiglio comunale dell’era Vivarelli Colonna fra applausi e incertezze

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GROSSETO. Luca Agresti, fresco di nomina da vicesindaco, entra in sala consiliare poco prima dell’inizio della seduta e per prima cosa chiede a un usciere se è stata accesa l’aria condizionata. «Che caldo – sospira – Ora mi tolgo la giacca». Invece la indosserà per tutta la seduta. È l’unico esponente della nuova giunta che si affaccia in sala: gli altri sono ancora tutti riuniti nell’atrio davanti l’ufficio del sindaco.

La sala intanto è gremita: i banchi sono già tutti occupati e il corridoio che li divide è invaso da giornalisti e sostenitori, così come lo spazio in fondo riservato al pubblico. Il brusio sovrasta ogni richiamo del segretario comunale, così occorre l’entrata trionfale di Antonfrancesco Vivarelli Colonna e della sua squadra per riportare l’ordine, ma non prima di un lungo e convinto applauso, che fa subito capire per quale schieramento simpatizzi la platea. Non tutta, ovviamente, dato che tra il pubblico c’è anche una buona rappresentanza di grillini, capeggiata dall’ex candidato Giacomo Gori, che ha ceduto la sua poltrona ad Antonella Pisani, visibilmente emozionata.

Il secondo applauso è per Maria Paola Birigazzi, la “consigliera anziana” che prende temporaneamente il posto di presidente in attesa dell’elezione del titolare. «Sono onorata» dice sedendosi al posto del presidente del consiglio comunale, ancora non eletto. Parte l’inno e tutta la sala, dagli amministratori al pubblico passando per le autorità militari e religiose, si alza in piedi: qualcuno mette la mano sul cuore, qualcuno perde lo sguardo nel vuoto, qualcun altro non canta (come il capogruppo Pd Lorenzo Mascagni), preferendo ripetere il testo interiormente.

«L’inno fa sempre commuovere» dice Birigazzi, che scandirà i passaggi successivi con tono pacato; forse anche troppo, visto che già al primo punto dell’ordine del giorno, “condizione di incompatibilità dei consiglieri eletti”, i consiglieri non capiscono se sono stati chiamati a votare o meno.

«Quindi? Votiamo?» si chiedono tra di loro gli eletti dei vari gruppi. «E come si fa? Devo premere qui?» chiedono i neofiti. «Sì, qui» rispondono i veterani. Il punto passa all’unanimità con 33 voti favorevoli e in sordina segna la pace fatta almeno all’apparenza tra Fabrizio Rossi e Pierfrancesco Angelini, dato che un paio di settimane fa il primo ha minacciato di chiedere le dimissioni del secondo nel caso avesse lasciato Fratelli d’Italia (con cui è stato eletto) per passare alla Lega Nord (come poi ha fatto).

Arriva il turno del sindaco, vestito in giacca e cravatta, ben sorvegliato dalla moglie Lucia che assiste a tutta la seduta sulla soglia della porta che divide la sala consiliare con quella della giunta.

«Sarò il sindaco di tutti – dice Vivarelli Colonna – Abbiamo trovato una situazione che richiede risposte immediate e stiamo lavorando da due settimane tutti i giorni fino alle undici la sera». Di nuovo applausi. Subito dopo tocca all’elezione di Cosimo Pacella e Emanuele Perugini rispettivamente come presidente e vice del consiglio comunale, che dà vita ai primi attriti tra maggioranza e opposizione di questa legislatura. Ma prima, anche qui, si vede chi ha già la mano con le stanze amministrative e chi invece è all’esordio.

Gli uscieri distribuiscono fogli di carta bianchi dove scrivere il nome di chi fare presidente (la votazione è segreta) e chi non ha ancora esperienza spia il compagno di banco per capire cosa fare esattamente.

«Ah, basta scrivere il nome?» si sente sussurrare dai banchi della maggioranza. Ma del resto, come ha detto il sindaco stesso durante il suo intervento, «per molti di noi è la prima volta».

L’ultimo passaggio è stato quello delle nomine ufficiali dei capigruppo: Stefano Pannini (lista Vivarelli Colonna), Mario Lolini (Lega Nord), Bruno Ceccherini (Fratelli d’Italia), Elisabetta Ripani (Forza Italia), Francesca Pepi (Maremma Migliore), Lorenzo Mascagni (Partito democratico), Carlo De Martis (lista Mascagni), Rinaldo Carlicchi (Passione Grosseto) e Perugini (M5s), anche se in quest’ultimo gruppo il ruolo girerà tra i vari consiglieri ogni sei mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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