Il Tirreno

Grosseto

Mabro, altro rinvio: «È una vergogna»

di Francesca Gori
Mabro, altro rinvio: «È una vergogna»

Rimandata a fine mese l’assegnazione dell’azienda. I dubbi dei lavoratori sull’acquisizione del capannone di Royal

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GROSSETO. Erano quasi sicuri di uscire dall’incontro al ministero dello Sviluppo economico con il nome dell’imprenditore che avrebbe rilevato la loro azienda. E invece anche questa volta si sono dovuti accontentare delle rassicurazioni del commissario della Prodi bis Paolo Coscione e dei rappresentanti delle istituzioni che erano seduti al tavolo. Per la Mabro la nuova era non è cominciata ieri come tutti si aspettavano: bisognerà aspettare il 26 luglio, data a questo punto cruciale per la risoluzione di una vicenda che va avanti ormai da anni.

Gli imprenditori interessati ci sono e uno di quelli che ha partecipato al bando h già versato un acconto del 10% sul prezzo d’acquisto. Ma anche questa notizia non è bastata a rassicurare i lavoratori.

Erano una decina ieri gli uomini e le donne della Mabro saliti sul treno per raggiungere la Capitale. «È una vergogna - dice Nadia Perino, una delle rappresentanti dei lavoratori - perché non abbiamo ancora capito se tutto davvero stia andando secondo i piani o se siamo nelle mani dei creditori che non si sentirebbero garantiti dai soldi messi dall’imprenditore sul piatto. Sono anni che aspettiamo e ogni volta succede qualcosa che cambia le carte in tavola, non ne possiamo più». Il lavoro fatto dal commissario Paolo Coscione è stato ben apprezzato e sostenuto dai rappresentanti delle vestaglie azzurre. Ma la prospettiva che chi prenda l’azienda acquisti anche il capannone di via Genova, che è all’asta, non va giù ai lavoratori. «Costa moltissimo - dicono - e deve essere ristrutturato. Sarebbe più opportuno trasferire l’azienda in un altro fondo». Nel bando, il capannone non poteva esserci ed è anche vero che chi prenderà la società dovrà o costruire un nuovo stabilimento oppure trasferire l’azienda da un’altra parte. «Ma a queste domande anche ieri non abbiamo ricevuto risposta - dice ancora Perino - nemmeno sul piano industriale e sul numero di dipendenti che saranno assunti. A noi è questo che interessa, non il nome di chi si è fatto avanti».

Al tavolo del Mise, dove ha debuttato anche il neoassessore allo Sviluppo Economico del Comune Riccardo Ginanneschi, insieme al collega della Regione Gianfranco Simoncini, c’era anche l’ex membro della giunta Bonifazi Emanuel Cerciello, che ha seguito la vertenza dall’inizio. «Le prospettive ci sono e sono buone - dice - capisco bene lo stato d’animo dei lavoratori ma ora è il momento di tenere i nervi saldi. Se chi prende la Mabro vuole quel capannone dovrà partecipare al bando. Tutto questo però non ha alcun collegamento con l’assegnazione dell’azienda».

Il commissario Paolo Coscione ha anche chiesto un aggiornamento della perizia che fu fatta dal suo predecessore. Il costo della società, comprensiva del marchio e dei macchinari era molto alto. Ma dopo più di tre anni di inattività, quella perizia sembra ormai superata. «Il commissario sta lavorando bene - dice Ginanneschi - per arrivare a una soluzione. È questione di poche settimane e finalmente questa vicenda arriverà a quel traguardo che ridarà dignità ai lavoratori».

Ora non resta altro che cominciare un nuovo, estenuante, conto alla rovescia fino al 26 luglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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