Il Tirreno

Grosseto

Il Comune si salva dal commissariamento

di Alfredo Faetti
Il Comune si salva dal commissariamento

La civica d’opposizione diserta il consiglio e minaccia di querelare la Prefetta per omissione d’atti d’ufficio

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MASSA MARITTIMA. Ieri mattina i massetani si sono svegliati con il rischio concreto di ritrovarsi un commissario prefettizio alla guida del Comune. La sera prima, in consiglio comunale, l’opposizione Massa Comune ha disertato l’assise e la seduta è stata convalidata grazie alla presenza dei consiglieri di maggioranza (arrivati in blocco) e del capogruppo di opposizione per i Repubblicani Luca Santini: erano quindi 8 consiglieri in tutto, giusti giusti per procedere con i lavori. Fosse mancato il numero legale, infatti, l’amministrazione non avrebbe potuto approvare il bilancio di previsione 2016 e come diretta conseguenza la Prefettura di Grosseto avrebbe fatto decadere il consiglio e nominato un commissario.

Una mossa che secondo Massa Comune dovrebbe comunque essere compiuta dalla prefetta Anna Maria Manzone, tant’è che la civica ora minaccia di querelarla per omissione di atti d’ufficio se non procederà in questo senso. Il clima politico massetano, insomma, è piuttosto teso. «Sono giochi di potere - ha commentato in sala il sindaco Marcello Giuntini - La civica ha cercato di far decadere l’amministrazione democraticamente eletta nell’unica circostanza che le è capitata: questo non è etico. Questo non è amore per Massa Marittima né il bene della città». Massa Comune, dal canto suo, aveva diffidato Giuntini e tutta la maggioranza a convocare questo consiglio comunale, perché «al consigliere capogruppo Fiorenzo Borelli non è stata notificata la convocazione per il consiglio comunale ritenuto urgente mei termini previsti, ovvero non oltre 24 ore dal suo svolgimento» si legge nel documento inviato all’amministrazione. Al contrario, gli altri due membri del gruppo consiliare di Massa Comune, Gabriele Galeotti e Lucia Meucci, sono stati rispettivamente raggiunti con una Pec e con una notifica consegnata dalla polizia municipale. Sono questi del resto i metodi comuni per convocare un’assise, ma a Massa Marittima è in piedi un patto dalla scorsa legislatura, condiviso da tutto il consiglio comunale: la convocazione tramite una e-mail. Se ne è parlato anche nella seduta di lunedì sera. «È un metodo valido anche per legge, perché il consiglio ha podestà di decisione in materia - ha detto il sindaco - Ormai sono due anni e mezzo che usiamo questo sistema». A tirare fuori il discorso della e-mail per la convocazione dei consigli è stato il capogruppo dell’altra opposizione (Pri), Santini. «Posso capire i motivi che hanno portato gli amici di Massa Comune a disertare il consiglio - ha detto - ma io non me la sono sentita di far cadere la giunta per rispetto di chi mi ha chiamato a fare l’amministratore». La civica d’opposizione però non è affatto convinta e ieri ha diffuso una nota in cui minaccia di denunciare la prefetta per «ipotizzata omissione di atti d’ufficio», come si legge nel documento che riporta la firma di tutti e tre gli esponenti di Massa Comune. «Ritenuto evidente il parteggiamento di codesta Prefettura per la lista politica del governo di Massa Marittima, avendo fin qui interpretato senza rigore le norme di legge - si legga nella nota inviata a Manzone - la informiamo che nel caso in cui non provveda rapidamente a dichiarare invalida la deliberazione consiliare con cui è stato approvato il bilancio preventivo 2016, procederemo con una denuncia a suo carico».

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