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Grosseto

Da Ponte patteggia per la maxi evasione

Da Ponte patteggia per la maxi evasione

Quattro mesi in aggiunta agli 8 anni già inflitti a Firenze: contestata un’Irpef da 38 milioni di euro

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GROSSETO. I guai giudiziari per Robert Moore Da Ponte non erano finiti nel 2014, quando era stato condannato a 7 anni 11 mesi e 20 giorni in appello (pena leggermente ridotta rispetto al primo grado, 8 anni con il rito abbreviato - venne esclusa l'aggravante della truffa) per i 250 milioni di euro di investimenti che i risparmiatori gli avevano affidato e che erano invece scomparsi.

I guai giudiziari per l'uomo di affari sono continuati fino a oggi, perché la Procura di Grosseto gli ha contestato anche l’evasione fiscale. E che evasione: Da Ponte non avrebbe presentato come persona fisica le dichiarazioni per le imposte sui redditi e sul valore aggiunto relative all'anno 2012, oltre 38 milioni di euro non versati per l'Irpef. Una cifra da capogiro, che va commisurata però all’entità del movimento degli affari di Da Ponte, così come accertata dalla polizia tributaria della guardia di finanza di Grosseto che aveva condotto le indagini. Il tutto sarebbe avvenuto a Castiglione della Pescaia, nella villetta di Roccamare eletta domicilio da Da Ponte.

La pena, invece, in questo caso non è stata rilevante. Davanti al giudice dell'udienza preliminare, Da Ponte - che non era presente, poiché è detenuto - ha patteggiato 4 mesi in continuazione con la sentenza della Corte di appello. Così adesso il totale è di 8 anni, 3 mesi, 20 giorni. Il giudice Sergio Compagnucci ha ritenuto congrua la pena concordata tra il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi e il difensore Loredana Giuggioli, ha ravvisato la gravità degli elementi di colpevolezza a carico dell’imputato, ha ritenuto applicabile la continuazione perché si tratta del medesimo disegno criminoso e ha dichiarato Da Ponte interdetto per un anno dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. Per lo stesso periodo l’imputato non potrà contrattare con la pubblica amministrazione e per lo stesso periodo è interdetto dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria. Robert Da Ponte è invece interdetto in perpetuo dall'ufficio di componente della commissione tributaria.

Il processo agli altri presunti responsabili del raggiro ai danni dei risparmiatori non è ancora terminato: un’udienza si terrà in questo mese, davanti al Tribunale di Grosseto, dove si sta svolgendo questa tranche perché è stata riconosciuta la competenza territoriale maremmana.

(p.s.)

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