Il Tirreno

Grosseto

Parità di genere Da Vivarelli Colonna niente dietrofront

di Enrico Pizzi
Parità di genere Da Vivarelli Colonna niente dietrofront

Le donne in giunta sono meno rispetto al limite di legge Il sindaco non cambia: «Fatta istruttoria per le competenze»

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GROSSETO. Domani il primo consiglio comunale del mandato di Antonfrancesco Vivarelli Colonna da sindaco di Grosseto, e sono ore di riunioni e di discussioni per la coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni.

Ieri sera si è parlato fino a tardi anche del nodo della rappresentanza di genere in giunta comunale e pare che il sindaco e i suoi assessori siano determinati a mantenere la posizione, noncuranti delle critiche che sono arrivate subito dall’opposizione di centrosinistra in merito al mancato rispetto della quota del 40 per cento che la normativa garantisce a ciascuno dei due sessi.

Vivarelli Colonna ha nominato nove assessori, il massimo consentito dallo statuto comunale, ma tra loro solo tre sono donne, dunque la percentuale è di poco superiore al 33 per cento. La normativa, però, consentirebbe una scappatoia ai sindaci che, nel provvedimento di nomina, dovrebbero motivare in modo oggettivo le ragioni per cui non sarebbe stato possibile raggiungere la quota del 40 per cento.

La nuova amministrazione di centrodestra si sente sicura delle scelte fatte, non è per nulla intenzionata a rimettere le nomine in discussione, anche perché, probabilmente, risulterebbe difficile scalzare gli equilibri raggiunti: uno degli uomini in giunta, infatti, dovrebbe cedere il posto, dal momento che non si può aumentare il numero degli assessori previsto dallo statuto comunale, e scegliere chi mettere fuori rosa sarebbe un’operazione piuttosto complessa.

In ogni caso il sindaco non teme conseguenze. Il problema non è “etico” dal momento che rispetto alla giunta Bonifazi il numero delle donne è cresciuto da due a tre e, tra l’altro, si fa notare da parte di alcuni esponenti della giunta, le assessore hanno anche deleghe pesanti. Alla luce del confronto avvenuto anche nelle riunioni di ieri, poi, non ci sarebbero problemi nemmeno da un punto di vista del rispetto sostanziale della norma. Vivarelli Colonna spiega che la nomina della giunta è avvenuta attraverso modalità tali da mettere la decisione al riparo da qualsiasi possibile ricorso. «Abbiamo fatto una istruttoria per la verifica delle attitudini, delle competenze e soprattutto della disponibilità per la nomina di donne nella giunta – spiega – e all’sito dell’istruttoria è stata nominata la giunta attuale».

Dunque, alla luce delle valutazioni fatte, non era proprio possibile nominare una donna in più. E poi «vale la pena di far presente – prosegue Vivarelli Colonna – che gli elettori hanno eletto in consiglio 8 donne su 32, molto meno del 40 per cento, e meno della percentuale di tre donne su nove, come è nell’attuale giunta». Insomma una scelta che rispecchierebbe, per eccesso, anche la volontà espressa dall’elettorato.

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