Il Tirreno

Grosseto

È pronta la “cassa” Adesso il Pecora farà meno paura

di Alfredo Faetti
È pronta la “cassa” Adesso il Pecora farà meno paura

Inaugurato il terreno che servirà a sfogare le piene del fiume Trentotto ettari capaci di contenere 950.000 metri cubi

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. «Questo taglio del nastro è la risposta simbolica ad un problema che il territorio ha da tempo» ha detto il presidente del Consorzio di Bonifica 5, Giancarlo Vallesi, impugnando le forbici.

Alle sue spalle un enorme terreno appena lavorato, grande trentotto ettari e capace di contenere circa 950mila metri cubi d'acqua: una portata mastodontica che dovrebbe scongiurare gran parte dei rischi in caso di piena del fiume Pecora, che solca con il suo letto il confine tra Follonica e Scarlino. È nata così, tra gli applausi delle molte autorità presenti, la nuova cassa di laminazione a Scopaione, lembo di campagna nel territorio scarlinese: finanziata dalla Regione Toscana e costruita dal Consorzio di Bonifica, è costata circa cinque milioni e mezzo di euro.

«I lavori sono durati meno di un anno e anche questo è un aspetto non da poco» ha detto il sindaco di Scarlino, Marcello Stella. Il cantiere infatti ha aperto i battenti nel luglio 2015 e i lavori sono stati ufficialmente conclusi a fine maggio; giusto il tempo di fare i dovuti collaudi è poi finalmente è stato tagliato il nastro, dietro cui si sono posizionati tutte le figure istituzionali che in qualche modo hanno preso parte a questo progetto, molto atteso nel territorio dato che ogni inverno il Pecora, con le sue piene, mette paura e talvolta provoca anche danni ingenti (basta ricordare l'alluvione al Puntone del febbraio 2014).

Il progetto ha visto la realizzazione di una cassa di laminazione in grado di invasare circa 900mila metri cubi di acqua, associata ad altre opere complementari di adeguamento delle sezioni di deflusso (sia del Fiume Pecora, nel tratto immediatamente a valle della cassa e sino alla linea ferroviaria, sia del canale demaniale d'irrigazione denominato Gora delle Ferriere) attraverso la risagomatura dell'alveo e rialzo delle arginature. Il complesso degli interventi consentirà di “laminare” in maniera significativa il picco di piena, mitigando per quanto possibile il rischio alluvioni.

Un sospiro di sollievo per Scarlino ma anche per Follonica, benché qui la situazione sia già un passo avanti. «Follonica è già stata interessata da interventi di questo tipo all'inizio degli anni Duemila - spiega il sindaco Andrea Benini - Ora dobbiamo vedere come adeguare il piano operativo (nuova denominazione del regolamento urbanistico, ndc) per poter concludere anche gli ultimi progetti».

«La realizzazione della cassa d’espansione del fiume Pecora mette in sicurezza dal rischio idraulico la piana di Scarlino e l'abitato di Follonica - continuano dal Consorzio - Il successo che celebriamo oggi viene da lontano, ma è perfettamente in linea con le politiche di gestione del territorio messe in campo dalla Regione Toscana che ogni anno investe nella difesa del suolo 40 milioni di euro».

Gli esponenti della Regione hanno voluto precisare proprio quest’aspetto. «La direzione è quella di lavorare con il Consorzi di Bonifica, cercando di recepire più fondi dal governo contro il rischio idrogeologico - ha detto il capogruppo in consiglio regionale, Leonardo Marras - L’esempio dell'efficienza è la realizzazione di quest'opera».

Fa eco il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, anche lei presente al taglio del nastro. «Un intervento importante per la riduzione del rischio idraulico sul Fiume che renderà più sicuro il centro abitato di Follonica e le aree rurali ed industriali di Scarlino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa