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di Enrico Pizzi

GROSSETO. «È tutto il giorno che sono tempestato di telefonate, ma non c’è nulla di concreto al momento; meraviglia semmai che i vertici di Mukki ci chiedano di sedere attorno a un tavolo per...

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GROSSETO. «È tutto il giorno che sono tempestato di telefonate, ma non c’è nulla di concreto al momento; meraviglia semmai che i vertici di Mukki ci chiedano di sedere attorno a un tavolo per tutelare la produzione di latte Toscano, adesso che la fusione con la Centrale del latte di Torino è cosa fatta».

Il presidente della cooperativa dei produttori del Latte Maremma, Fabrizio Tistarelli, appare sorpreso dall’uscita di ieri, sul Corriere fiorentino, del presidente di Mukki Latte Lorenzo Marchionni. A ottobre la fusione di Mukki con la Centrale del latte di Torino diverrà pienamente operativa, il latte toscano approderà dunque anche in Borsa, e Marchionni, tra le linee strategiche che descrive, auspica esplicitamente che della nuova realtà possa entrare a far parte anche il Latte Maremma. In pratica il presidente di Mukki, dopo aver sottolineato che con l’operazione di fusione si è scongiurato il rischio che entrassero in Toscana colossi del settore, come Granarolo e Parmalat, interessati solo - spiega - alle quote di mercato e non alla qualità della produzione, sottolinea come con un eventuale ingresso, nella nuova Centrale del latte Italia - così si chiamerà la nuova realtà nata dalla fusione di Mukki e centrale del latte di Torino - la Toscana sarebbe blindata e sarebbe sotto controllo tutto il mercato del latte fresco toscano. Per Marchionni sarebbero superate dalla storia anche le tradizionali “inimicizie” tra Mukki e Latte Maremma, da ascrivere - sempre secondo il presidente dell’azienda fiorentina - a ragioni politiche, con Mukki più di sinistra e Latte Maremma di destra. Insomma, un matrimonio che s’avrebbe da fare, per il bene della produzione di latte locale. «Noi - dice Tistarelli - nasciamo come cooperativa di produttori di latte, che ha anche deciso di dedicarsi alla trasformazione, non siamo un’industria lattiero casearia che trasforma latte altrui. La tutela dei produttori è un nostro obiettivo statutario ed è quello che abbiamo sempre fatto e vogliamo continuare a fare». Tistarelli appare un po’ sorpreso, se non seccato, da questa uscita di Marchionni, ma resta cauto, per il momento. «Nei prossimi giorni - dice - usciremo con una nota, una presa di posizione ufficiale su questa questione, ma al momento non abbiamo avuto contatti o proposte da valutare». Non c’è una contrarietà di fondo, ma certamente Tistarelli chiede di poter capire meglio i termini della faccenda. «La tutela dei produttori locali è ciò che ci interessa - spiega - poi sulle forme si potrà sempre ragionare. Certamente c’è da capire che cosa potrebbe significare per noi, che siamo una cooperativa, ipotizzare un’operazione con una realtà come Mukki che è una società per azioni, che con la fusione con la centrale di Torino, andrà anche in Borsa. Ci sono tanti elementi d valutare» e pare di capire che per il presidente del Latte Marmma è prematuro farlo, visto che al momento ci sono solo le dichiarazioni di Marchionni pubblicate dal Corriere fiorentino, ma nessuna proposta concreta di sedere attorno a un tavolo.

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