Il Tirreno

Grosseto

Bonfiglioli racconta il secondo viaggio dei Mille in Sicilia

di SARA LANDI
Bonfiglioli racconta il secondo viaggio dei Mille in Sicilia

L’erede di un garibaldino di Roccastrada scova alcune carte E nel suo ultimo libro scrive una pagina di storia inedita

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di SARA LANDI

Cosa spinse i Mille di Garibaldi a riprendere il mare alla volta di Palermo 25 anni dopo la liberazione della città grazie alla loro impresa del 1860?

A raccontarlo per la prima volta con un certosino lavoro di scavo tra le fonti e i documenti dell’epoca è un maremmano doc, alla sua seconda pubblicazione dopo il libro “Famiglia Tonissi, i ragazzi che fecero l’Italia” uscito lo scorso anno. Il libro, in due volumi, si intitola “Il Ritorno dei Mille”, lo pubblica come il precedente la casa editrice Innocenti di Grosseto a cura del Rotary Club di Grosseto e l’autore è Giorgio Bonfiglioli, nato a Buriano nel 1954 ma residente da sempre a Grosseto.

Bonfiglioli si è laureato in biologia a Pisa e ha lavorato per trent’anni come informatore farmaceutico. Da sempre appassionato di storia, le vicende della vita lo hanno portato nel 2012 a frequentare un corso per archivisti parrocchiali organizzato dal Cesvot su consiglio dell'amico don Franco Cencioni. Da lì l’inizio di un nuovo percorso come archivista e ricercatore storico per passione da cui nascono prima “Famiglia Tonissi, i ragazzi che fecero l’Italia” e quest’annno “Il Ritorno dei Mille”.

Il lavoro di Bonfiglioli parte come viaggio della memoria ma i suoi libri non sono romanzi o saghe bensì il frutto di ricerche sui documenti e sulle fonti. «Il punto di partenza - spiega lui - è il mio legame profondo con la mia bisnonna, Ada Tonissi. Questo legame mi ha spinto a documentarmi sulla storia della famiglia Tonissi. Il patriarca Alessandro Tonissi era nato a Bientina (Pisa) e faceva parte del corpo prestigioso dei Cacciatori a Cavallo o Dragoni Toscani che giungono con Leopoldo II in Maremma negli anni Trenta dell’Ottocento per vigilare sul lavoro dei badilanti impegnati negli scavi dei diversivi previsti dalle grandi bonifiche lorenesi. Rimasto a Grosseto si accasa sposando Marta Gigli di Roccastrada. Due dei figli indossarono la camicia rossa garibaldina e partirono volontari: Ranieri nei Mille di Marsala e Amos per la tentata liberazione di Roma, conclusasi a Mentana».

Bonfiglioli ricorda che alla morte di Alessandro Tonissi nel 1883 il patriarca della famiglia Tonissi fu ricordato in un epitaffio di Alfonso Ademollo poi pubblicato sul giornale L’Ombrone «come il più vecchio e bravo cacciatore e pescatore ad un tempo di stagni e fiumi di questa provincia, il decano e il Nestore dell’arte venatoria». Ma ci sono almeno altri due Tonissi da ricordare che hanno dato la loro vita per la patria. «Il figlio di Amos Tonissi, Ranieri - ricorda Bonfiglioli - muore a 21 anni sul fronte della Grande guerra, allora considerata la quarta guerra d’indipendenza. Ottimo studente e giocatore di calcio del Grosseto, appena fondato, Ranieri Tonissi muore disperso nelle Alpi bellunesi dopo soli due mesi di fronte nel luglio 1915. Sarà ricordato nelle due lapidi grossetane di cui oggi l’unica rimasta è esposta al Liceo Rosmini. Va inoltre ricordata la figura di Giancarlo Tonissi, nato e vissuto a Milano dove muore sedicenne come partigiano del Fronte della Gioventù, ucciso . da sicari fascisti nel gennaio 1945».

Lavorando sulla storia della famiglia Tonissi Bonfiglioli si accorge di un fatto finora inedito: molti garibaldini tra cui lo stesso Ranieri Tonissi tornarono a Palermo molti anni dopo l’impresa. Ma cosa spinse i reduci dei Mille a riprendere la nave per la Sicilia? La ricostruzione viene fatta per la prima volta da Bonfiglioli ne “Il Ritorno dei Mille”. «Nel 1885 - dice l’autore - furono commemorati a Palermo i 25 anni dell’impresa dei Mille e i festeggiamenti che i reduci ricevettero e le cronache sui giornali dell’epoca ci restituiscono un’immagine ben diversa dei garibaldini, considerati spesso dopo l’Unità d’Italia come un manipolo di sovversivi e squilibrati. Tra l’altro mi fa piacere che il libro esca nello stesso periodo in cui sul lungomare di Marsala viene inaugurato il monumento ai Mille, una prua e due terrazze poppiere che ospitano i nomi dei partecipanti all’impresa».

Il nuovo libro di Bonfiglioli è stato pubblicato dalla casa editrice Innocenti grazie al sostegno del Rotary Club che ne ha promosso anche la prima presentazione ufficiale il 31 maggio scorso all’Hotel Airone di Grosseto. Alla conviviale rotariana durante la quale Bonfiglioli ha illustrato i nuovi frutti delle sue ricerche erano presenti tra gli altri il presidente del club, Giuseppe Vilardo, la direttrice della biblioteca Chelliana Anna Bonelli, la direttrice dell’Archivio di Stato Maddalena Corti e il presidente della Società Storica Maremmana Umberto Carini. L’opera ha già meritato all’autore importanti riconoscimenti nazionali. «Era inimmaginabile che dalla semplice annotazione aggiunta dal maestro Caimi sulla scheda di Ranieri Tonissi potesse scaturire una ricerca così ben concepita, condotta e felicemente pubblicata. La tua fatica merita di essere conosciuta in ambito nazionale per l’originalità dell’idea e la documentazione portata alla luce dopo ben 131 anni dall’evento trattato». Queste le congratulazioni che il ricercatore grossetano ha ricevuto da Elio Piazza, vicepresidente del Centro internazionale di Studi r isorgimentali garibaldini di Marsala. Anche il presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano Romano Ugolini si è complimentato con l’autore per il tema scelto e la qualità del suo lavoro che verrà segnalato anche sulla rivista d'istituto Rassegna storica del Risorgimento.

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