Il Tirreno

Grosseto

Il nuovo piano sanitario accende lo scontro politico

Duello tra sindaci: Termine (Monterotondo) replica a Vivarelli Colonna «La Regione lo ha ascoltato, si liberi della sindrome da campagna elettorale»

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GROSSETO. Prove di scontro tra la nuova amministrazione comunale di Grosseto, centrodestra, e il governo della sanità locale e regionale, tutto di marca centrosinistra. Forte del sostegno del “collega” di Arezzo, con il quale assicura al centrodestra la maggioranza (due a uno) dei sindaci nell’area vasta Toscana sud, ieri il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha aperto il fuoco, accusando la Regione di aver approvato il Piano di Area Vasta sud est con una «modalità dispotica». In pratica, dice Vivarelli Colonna, senza aver consultato il nuovo sindaco di Grosseto e senza avergli dato il tempo di leggere il piano stesso, almeno per prenderne conoscenza.

A stretto giro di posta arriva ora la replica di Giacomo Termine, giovane sindaco di Monterotondo Marittimo, presidente della Conferenza dei sindaci della Asl Toscana sudest, considerato da molti il nome nuovo sul quale punterà il Pd grossetano per risorgere dalle recenti batoste elettorali.

Termine si dice «stupito» dalle parole di Vivarelli Colonna: «Di tutti i concetti espressi – attacca – di veritiero non ce n’è nemmeno uno». E dettaglia: «Non c’è stato nessun atteggiamento dispotico. Nonostante il sindaco Vivarelli Colonna non sia un membro della conferenza dei sindaci della Asl sudest è stato comunque invitato alla conferenza e ha espresso la propria opinione».

Il Piano di Area Vasta, incalza Termine, «è un’analisi sanitaria dei territori in cui si danno degli obiettivi macro sulla futura organizzazione aziendale. Sono stati fatti gli incontri con i sindaci dei territori di ogni ex Asl. Nell’area di Grosseto il sindaco era assente poiché ancora non con pieni poteri, allora ho richiesto un ulteriore passaggio con lo stesso, peraltro fatto all’interno della Sds il 30 giugno».

Infine «la Regione non ha imposto nulla. Lo Stato dà delle tempistiche per tale programmazione, il non rispetto dei tempi comporta giudizio negativo degli adempimenti di legge e la conseguente penalizzazione di milioni di euro. Per questo la maggior parte dei sindaci hanno approvato il Pav, anche qualcuno di centrodestra, esprimendo anche un forte apprezzamento sul lavoro svolto».

Ma il dispiacere più grande, conclude Termine «è vedere la sindrome da campagna elettorale continua. Approvare il Piano era fondamentale anche per analizzare da subito il Piano Attuativo Locale, cioè che tipo sanità avremo a Grosseto. Ed ecco il paradosso, visto che si è cercato di allontanare proprio questo momento di discussione. Di certo questo clima, gratuito, di eterno conflitto non giova per costruire un sistema sanitario più efficiente».

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