Il Tirreno

Grosseto

Allievi re di Toscana la favola del Bsc 1952

di Maurizio Caldarelli
Allievi re di Toscana la favola del Bsc 1952

Al terzo anno dalla costituzione ecco il primo trofeo Ceciarini: «Funziona il nostro progetto a chilometri zero»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Da via Giotto al titolo toscano. Quella del Bsc 1952 Grosseto è una bella favola moderna. La società del presidente Massimo Ceciarini, fondata il 20 dicembre 2012 «per tenere in vita una data storica per il baseball grossetano, il 1952», al terzo anno di attività ha messo in bacheca il primo trofeo (il campionato Allievi, con 12 vittorie di fila) e si appresta a giocarsi il secondo (la squadra Ragazzi è comando con 11 vittorie e 0 sconfitte) con i cugini dello Junior Grosseto, in un derby che è in programma per il 13 luglio. Un salto di qualità impressionante per un gruppo che nel 2014 ha messo insieme due pareggi e nel 2015 ha chiuso con 9 vittorie e 4 sconfitte. «Siamo l’unica società imbattuta in Toscana», gongola il dirigente Andrea Dani.

La storia del Bsc 1952 è iniziata praticamente il 9 febbraio 2013 con l’inaugurazione della scuola di baseball guidata da Beppe Massellucci nel parco di via Giotto. Massellucci, coadiuvato da Marco Felici, Luca Mangani, Roberto Piccioli, Andrea Dani, Walter Lunardi, Vittorio Costanzi e Massimo Ceciarini, riuscì a mettere insieme qualcosa come 120 tra ragazzi e ragazzine di svariate nazionalità che animarono il parco. Un trampolino di lancio per l'attività agonistica che partì l’anno successivo. Con il passare dei mesi la società si è organizzata ed ha messo in piedi uno staff di primissima qualità, con Stefano Cappuccini, Manuel Bindi e Marco Felici che si occupano degli Allievi, al primo anno di attività, mentre Alessandro Cappuccini e Alessandro Galli sono impegnati con i Ragazzi, aiutati da Gianni Mangani e Paul Childers, oltre a tanti amici che danno una mano sui diamanti Scarpelli e Jannella.

«In futuro daremo il nostro contributo anche a livello seniores – dice il presidente Ceciarini – per il momento godiamoci questo titolo, che dimostra la validità di un progetto a chilometri zero, portato avanti con impegno ed amore dai nostri tecnici e dirigenti».

«Se sapevo che mi sarei così appassionato e divertito ad allenare questi ragazzi - sottolinea Manuel Bindi - non avrei accettato l'offerta della Fiorentina». Parole che la dicono lunga sul coinvolgimento dei tecnici in questo progetto.

«Quei quattro gatti raccatttati in via Giotto - sorride Marco Felici - sono cresciuti, amano questo sport e ci stanno dando tante soddisfazioni».

Il segreto di questo trionfo è anche Stefano Cappuccini, che dopo aver concluso una carriera da giocatore brillante, sta mettendo la sua esperienza al servizio di questi piccoli atleti, innamorati come lui del baseball.

«Siamo una grande famiglia – dice Stefano – Non pensavo di potermi affezionare così tanto a loro e devo dire che sono ricambiato. Il progetto è solo all'inizio, ma i risultati sono già ottimi. Le finali nazionali? Abbiamo delle grosse qualità. Ho assistito al torneo delle Regioni. Buon livello, ma non partiamo battuti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web