Attenzione
Spiagge negate a Fido «Il divieto è illegittimo»
Un follonichese contesta l’ordinanza comunale che impedisce l’accesso ai cani Aloisi: «Ci atteniamo alle prescrizioni Asl, ma siamo pronti a fare delle modifiche»
FOLLONICA. La spiaggia per i cani? «Dovrebbero avere libero accesso su tutto il litorale e non in un piccolo spazio e poi dove è stata fatta la bau beach c’è il divieto di balneazione». Michele Pinassi ha scritto al Tirreno esponendo le sue perplessità sulla scelta della giunta follonichese di destinare (solo) un tratto di arenile all’accesso degli amici a quattro zampe: la “quota” di spiaggia si trova al lato della foce del Petraia, di fronte a viale Carducci.
Via libera ovunque. Pinassi sottolinea che l’articolo 19 della legge regionale 59 del 2009 sancisce che ai cani – purché al guinzaglio (e con museruola qualora previsto dalla norma statale – è consentito l’accesso «a tutte le aree pubbliche compresi i giardini, i parchi e le spiagge. Alla luce di questo, «C’è una potenziale inefficacia – scrive il lettore – dell’ordinanza n. 20/2016 del sindaco di Follonica che limita l’accesso ai cani dalle 9 alle 19 in gran parte delle spiagge comunali, giustificata dalla prestigiosa Bandiera Blu. L’illegittimità del divieto è già confermata per analoghi divieti, con una sentenza del Tar del Lazio».
Qui Palazzo civico. Risponde l’assessore con delega al mare Alberto Aloisi che si è occupato della questione. «Nell’ordinanza del sindaco relativa alla Bandiera Blu ci sono due aspetti – dice – Il primo è la legge citata dal lettore, ma il secondo è il parere dell’Asl, che sostiene che si debba gestire la convivenza tra animali e uomini». Aloisi si riferisce alla nota della Asl Toscana Sud Est – dipartimento della prevenzione – che dice che, viste le condizioni dell’arenile che in una estensione lineare limitata ospita moltissimi bagnanti nel periodo estivo, «è ampiamente motivata e condivisibile limitare l’accesso dei cani sugli arenili» a tutela delle «garanzie igienico-sanitarie per le persone, e in particolare per i bambini» « e come prevenzione delle patologie parassitarie e micotiche trasmissibili dai cani».
Bau beach senza bagno. Pinassi sottolinea un altro aspetto: alla foce del Petraia vige il divieto di balneazione in un tratto di mare. «Di questo aspetto l’amministrazione comunale sembra non preoccuparsene» dice il lettore. Che aggiunge: «Una dog beach in una zona interdetta alla balneazione e per la quale vige comunque l’obbligo di tenere il proprio cane al guinzaglio, impedisce l’utilizzo della spiaggia stessa. Possibile che non si riesca ad avere una zona dove far rinfrescare i nostri cani dalla calura estiva, nel rispetto della normale convivenza civile? È giusto reclamare il rispetto delle regole per i proprietari dei cani ma è necessario anche puntare il dito sugli assurdi divieti imposti da amministrazioni miopi che penalizzano chi, pur pagando le tasse, ha la sfortuna di avere un cane e di trovarsi a trascorrere le vacanze in Italia» conclude Pinassi.
Un po’ di buon senso. Ed ecco la replica di Aloisi. «È proprio in base a quel divieto che abbiamo esteso il tratto della bau beach a 140 metri – risponde l’assessore – per permettere ai cani di entrare in acqua. Dopo gli sforzi fatti negli ultimi due anni (prima non era permesso in nessun tratto di spiaggia l'accesso ai quattro zampe) mi rammarica sentire tali critiche. Sappiamo che la questione è delicata perché spacca la cittadinanza in due sfere opposte. E allora credo che alla base di tutto ci sia il buon senso: noi vigileremo sulle nostre proposte così da modificare errori e fare migliorie, lo garantisco».
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