Sicurezza
Schiacciato dal cancello fa causa al ministero
Un dipendente civile dell’aeroporto chiede il riconoscimento del «danno differenziale»
GROSSETO. Il 31 marzo 2014, Antonio Solimeno, oggi 52enne, dipendente civile dell’aeroporto Baccarini, era in servizio come guardiano all’ingresso. Alle 7 del mattino fu schiacciato dal cancello, pesante quasi 500 chili e staccatosi dalla guida, e rimase gravemente infortunato, riportando conseguenze permanenti ancora oggi.
Adesso Solimeno si è rivolto al Tribunale per chiedere che il ministero della Difesa venga condannato a pagare la differenza tra il danno biologico subito e l’indennizzo liquidato dall’Inail. In ballo ci sono poco meno di 200mila euro. L’Avvocatura dello stato, che rappresenta il ministero, si è opposta, ritenendo inammissibile la richiesta. Ma il giudice del lavoro Marco Mezzaluna ha deciso che la causa ha motivo di essere e ha fissato la prossima udienza per il prossimo dicembre, quando saranno sentiti i testimoni di quel giorno a proposito delle circostanze in cui l’incidente era avvenuto.
Solimeno quel giorno era stato ricoverato nel reparto di rianimazione dopo un intervento di urgenza. Sembrava che vi fosse solo una frattura alla gamba sinistra ma il quadro clinico si era rivelato ben presto molto più grave. L’Inail aveva aperto la pratica dopo la denuncia e nel 2015 aveva indicato nel 30% il grado di invalidità. Un grado ritenuto invece superiore da Solimeno, che aveva chiesto di essere sottoposto di nuovo a visita medica: il grado di menomazione era stato quindi fissato nel 35%. Assistito dall’avvocato Sabato Tufano, adesso il dipenente chiede il riconoscimento del cosiddetto «danno differenziale», cioè la differenza tra la somma corrisposta dall’Inail a titolo di indennizzo e la somma che gli sarebbe invece spettata se fossero state applicate le tabelle del danno biologico. Perché, questa è la sintesi del ricorso, Solimeno è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro senza che egli abbia messo in atto una condotta atipica o non ricollegabile alla sua attività e la colpa esclusiva sarebbe esclusivamente del datore di lavoro, più precisamente del ministero della Difesa.
Per questo stesso episodio è stato aperto anche un procedimento penale, che procede su un binario autonomo: agli atti di questo procedimento c’è anche il video nel quale sono visibili i momenti dell’infortunio.
L’Avvocatura dello stato si era opposta ritenendo inammissibile il ricorso, dal momento che la rendita vitalizia Inail escluderebbe la responsabilità civile del datore di lavoro per il danno differenziale e comunque aveva ritenuto infondata la richiesta proprio per la mancanza di responsabilità del datore di lavoro. Manca ancora, ha osservato l’Avvocatura, una pronuncia del giudice penale.(p.s.)
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