Cane abbaia per 3 ore e tiene sveglia una decina di famiglie
I vicini sono passati dal fastidio alla preoccupazione Ma in casa tutto ok: la proprietaria si era solo addormentata
GROSSETO. Tre ore in compagnia, non gradita, di un cane che ha abbaiato continuamente. Un fastidio che si è trasformato in preoccupazione perché i vicini hanno temuto che, in quella casa con le luci accese, qualcuno si fosse sentito male e che l’animale abbaiasse per richiamare l'attenzione. Allora sono stati chiamati i carabinieri e, finalmente, il giallo è stato svelato: «Mi ero addormentata, non avevo sentito nulla», ha detto la proprietaria quando è riuscita ad aprire la porta.
Lieto fine, l’altra notte, per una vicenda che ha tenuto sveglie almeno una decina di famiglie in un complesso residenziale nei pressi del palazzetto dello sport di via Austria. Raccontano i residenti che il cane aveva iniziato a far sentire la sua voce intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato. Sono passati dieci minuti, sono passati venti minuti, è passata mezz’ora. Niente, il cane continuava ad abbaiare da quell’appartamento al quarto piano. Che fare? Eppure sembrava che in quella casa ci fosse qualcuno, anzi era sicuro che ci fosse qualcuno: le luci erano accese, si sentiva che il televisore era acceso. Ma le grida estemporanee di protesta di chi abita lì intorno non erano servite a richiamare l'attenzione dei proprietari.
Intanto si era fatta l’una. E i vicini, che si erano di fatto ritrovati riuniti per fronteggiare l’emergenza, cominciavano a chiedersi come fare per risolvere il problema. Nessuno riusciva a dormire, nessuno riusciva a far smettere il cane, nessuno riusciva a far nulla. In verità, uno dei residenti era riuscito per qualche istante a placare il furioso abbaiare della bestiola, lanciando un biscotto sul terrazzo. Espediente efficace ma durato lo spazio di un niente, perché il cane - terminato il boccone - aveva ripreso come prima, se non più di prima.
Il passaggio dal fastidio alla preoccupazione è stato progressivo ma inevitabile. È scattata quella forma di solidarietà nei confronti di un vicino in possibile difficoltà. Perché pareva impossibile che dopo così tanto tempo nessuno da dentro la casa si fosse accorto che il cane stava facendo sentire la sua voce, in modo così intenso e prolungato. Vabbè, non c'è da preoccuparsi se un cane abbaia: ma se invece quello fosse stato il modo dell’animale per richiamare l'attenzione? E se lì dentro qualcuno si fosse sentito male? E se il padrone non poteva dare l’allarme?
Così i vicini hanno iniziato a chiamare i soccorsi. I vigili del fuoco hanno fatto sapere che non potevano intervenire direttamente senza la richiesta di polizia o carabinieri. E questi ultimi erano impegnati in altro servizio. Finalmente, la pattuglia è arrivata. Erano le 3 passate. Proprio in quel momento il cane ha smesso di abbaiare. Ma da dentro nessuno rispondeva. I militari hanno insistito: «Aprite, carabinieri!». Finalmente la porta si è schiusa e la pattuglia è entrata. Alla proprietaria che si trovava all’interno non era accaduto nulla. Ai carabinieri, come hanno poi saputo i residenti, ha detto che si era addormentata profondamente e che non aveva sentito nulla, nulla di nulla. Un componente della pattuglia ha poi preso il blocco per gli appunti, rientrando in casa. Ma non sembra che vi siano state conseguenze per la proprietaria, di alcun genere.
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