Sicurezza
Ancora vandali in spiaggia Partono le prime ronde
Nuovi raid. Un gestore furioso: «Pochi controlli, mi attrezzo da solo» Beri (Balneari): «Serve un’ordinanza che di notte limiti l’accesso agli arenili»
MARINA DI GROSSETO. Maxiombrelli di paglia rotti, lettini rovesciati, stabilimenti balneari devastati, disordini a non finire. E imprenditori infuriati che cominciano a fare le ronde o a organizzarsi da soli con vigilanze private comuni. Marina di Grosseto torna nel mirino dei (baby?) vandali, che anche la notte scorsa - come quelle prima - hanno seminato il caos nelle strutture balneari.
Prime incursioni. Notti fa era toccato ai primi “bagnetti”. Alla Gondoletta sono stati bruciati due lettini; bicchieri rotti sono stati tirati in acqua e un bambino si è ferito. Al Bagno Gabry i vandali sono entrati nel magazzino e lo stesso era già successo venti giorni fa. Alla Rotonda sono stati strappati via un paio di ombrelloni, poi ritrovati in fondo alla spiaggia. Al bagno Ricci di mare, ex bagno Tirreno, sabato notte dieci adolescenti hanno ribaltato lettini e sdraio, hanno svaligiato il cassone dei gelati e li hanno sparpagliati sulla sabbia. È stata fatta denuncia ai carabinieri. Finita lì? No.
Ci risiamo. Altra notte di passione quella tra venerdì e sabato. Ieri mattina Riccardo Tomi, gestore del Gabbiano Azzurro insieme al cugino Marco, ha aperto l’attività verso le 6,15 e trovato di tutto. I soliti ignoti hanno colpito ancora. «Mi hanno troncato due ombrelloni e li hanno buttati sulla battigia, hanno rovesciato una quindicina di lettini e li hanno scaraventati in mare. Sugli altri ci hanno camminato sopra con le scarpe sabbiose: con l’umidità si sono sporcati tutti».
È sempre Tomi a raccontare come «praticamente tutte le sere (noi siamo aperti fino alle 1,30) vediamo passare ragazzini di 15-16 anni che camminano in passeggiata, e poi vanno in spiaggia... Ci sono certamente i ragazzi più tranquilli, ma poi ci sono i teppistelli. A Marina di Grosseto quasi tutti i locali hanno chiuso, anche i locali o gli stabilimenti che prima facevano musica ora hanno tante restrizioni. I ragazzini restano soli; non c’è più nulla che li tenga impegnati e vengono qua a fare danni. Dalle forze dell’ordine non ci sono controlli», sostiene Riccardo. Come fare? «Io da stasera (ieri sera, ndr) mi metto a fare le ronde. Abbiamo deciso di attrezzarci da soli. Stiamo anche valutando di pagare una vigilanza comune, tra stabilimenti, ma non sappiamo quanto potrebbe essere efficace: nel tempo che gli agenti impiegano per arrivare in fondo alla spiaggia a controllare gli altri stabilimenti, i teppistelli entrano in moto qua da me o da altri a fianco». Come funzionerebbe la ronda? «La sera vado a controllare laggiù sulla battigia (indica), guardo cosa succede nel bagnetto, se c’è qualcuno di notte lo mando via. Cosa dovrei fare? So che sarà un impegno grosso, ma trovare la spiaggia distrutta è un costo maggiore».
Proprio lì accanto al Gabbiano, al Bagno Vacanze, stavolta non è successo nulla ma solo perché - dice chi ci lavora - «avevamo una cena fino a tardi e forse le luci, e la gente che mangiava ai tavolini fuori, hanno tenuto lontani i vandali». Al suo fianco, però, al Bagno Raffaello, la scena si ripete. «Anche stamani abbiamo trovato un ombrellone staccato e lettini smossi, tutti spostati: le solite scene che ci troviamo davanti praticamente sempre. Nulla di eclatante stavolta, ma disordini sì. Tre anni fa qualcuno ci spaccò tutti i giochi sulla spiaggia e buttò i tavolini in piscina. Stiamo valutando anche noi di prendere una vigilanza collettiva e proprio stamani (ieri, ndr) - dice la titolare - ne parlavamo con i colleghi lungo la passeggiata ma va valutata l’efficacia. La cosa migliore sarebbe avere un vigilante per stabilimento ma le spese sarebbero alte: a quel punto si chiude». Chi sarà stato? «Io non credo che siano bravate di ragazzini, ma onestamente non so dire...».
Pure ai Ricci di Mare, già preda di recenti incursioni notturne, Edoardo Barberi spiega che «anche stanotte (tra venerdì e sabato, ndr) è risuccesso: niente di rotto ma i soliti disordini sì. I ragazzini, o chiunque sia, spostano ombrelloni», fanno bivacchi o simili. «A volte distruggono, a volte solo mettono a soqquadro, lasciano segni tangibili della loro presenza notturna». Alessandro Beri, presidente dell’associazione Balneari e titolare del Nettuno, una soluzione ce l’avrebbe anche «e potrebbe essere - spiega - un’ordinanza balneare che limiti l’accesso in spiaggia negli orari in cui l’arenile non è frequentato dai turisti. Anni famettemmo una vigilanza comune, ma non dette i risultati sperati perché, appena gli agenti voltavano l’angolo, i teppistelli rispuntavano».
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