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Per il baratto civico c’è il nulla osta
FOLLONICA. È stato approvato il regolamento per il baratto amministrativo. Il Movimento 5 Stelle e Forza Italia non hanno votato a favore e il vicesindaco li ha bacchettati. La pratica del baratto...
FOLLONICA. È stato approvato il regolamento per il baratto amministrativo. Il Movimento 5 Stelle e Forza Italia non hanno votato a favore e il vicesindaco li ha bacchettati.
La pratica del baratto amministrativo è stata introdotta dal decreto battezzato “Sblocca Italia”: con essa si permette ai cittadini impossibilitati a pagare le tasse comunali di usufruire di riduzioni o esenzioni dei tributi per un determinato periodo di tempo. In cambio la persona interessata deve prendersi cura della propria città, con interventi programmati e seguiti dagli uffici tecnici comunali. Ad esempio: pulizia dei luoghi pubblici (nella foto), manutenzione e abbellimento di aree verdi e piazze ed altri piccoli interventi di sistemazione all’arredo urbano. Si tratta di uno scambio che va a favore dei cittadini da un lato, e dall’altro sostiene l’ente pubblico che sempre più ha difficoltà nel reperire i fondi per interventi di cura e decoro del territorio.
La mozione sul baratto amministrativo venne presentata mesi fa dal consigliere comunale Daniele Pizzichi di Forza Italia, consigliere che durante l’ultima riunione, quando c’era da approvare le regole della pratica, ha preferito astenersi. «Siamo veramente all’assurdo – dice il vicesindaco Andrea Pecorini – Le minoranze (pentastellati e Forza Italia) non hanno votato il regolamento del baratto amministrativo di cui lo stesso Movimento 5 Stelle ha fatto il suo cavallo di battaglia a livello nazionale. Ed è imbarazzante anche il voto di astensione del giovane consigliere, Daniele Pizzichi, che nonostante la mozione fosse stata presentata proprio da lui, non si è voluto prendere la responsabilità di votare il regolamento giustificandosi con sterili cavilli tecnici». «Molto probabilmente – valuta il vicesindaco – è pesata anche l’assenza di Sandro Marrini (Forza Italia) e di Agostino Ottaviani (Fratelli d’Italia) che, essendo molto sensibili a questi temi, avrebbero sicuramente votato il regolamento confermando il loro impegno su temi sociali. Decine e decine di Comuni italiani hanno proposto ed approvato il regolamento – continua Pecorini – e a Follonica le minoranze dicono di no. Questo perché si rifanno, forzosamente, a un parere della Corte dei Conti emiliana, parere e non sentenza, che non può vincolare una scelta politica di grande impatto per i cittadini». Pecorini ringrazia la sua maggioranza che ha permesso l’approvazione del nuovo strumento che, nelle intenzioni della giunta follonichese, può rappresentare un vantaggio anche per i cittadini che vogliono mettersi in regola ma non possono permettersi di farlo.
Paola Villani
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