Finanza
Tumore alla prostata chance dalla laparoscopia
C’è un nuovo macchinario 3D in dotazione all’Urologia del Misericordia Ecco per quali patologie viene utilizzato e cosa garantisce. Il parere del medico
GROSSETO. All’ospedale di Grosseto c’è un nuovo macchinario laparoscopico per l’urologia, strumento che consente interventi chirurgici ancora più precisi e meno invasivi per chi ha un problema all’apparato urinario, sia femminile che maschile. Si tratta di uno strumento all’avanguardia in dotazione al Misericordia e che viene impiegato negli interventi di chirurgia mininvasiva: al rene, vescica, prostata e prolassi urogenitali femminili.
Da alcuni mesi, la sala operatoria è dotata di una nuova colonna laparoscopica 3D, che supera i tradizionali limiti della laparoscopia: consentente al chirurgo di intervenire con maggiore precisione, grazie alla visuale tridimensionale, e con più rapidità, per le caratteristiche tecniche di questo strumento.
«Anche per l’apparato urinario, come in altri campi della chirurgia – spiega Valerio Pizzuti, direttore dell’Urologia dell’ospedale Misericordia – la spinta della ricerca scientifica è verso interventi sempre meno invasivi, in modo da consentire al paziente di tornare a una vita il più possibile normale».
L’esperto spiega che gli interventi sul rene, la prostata e la vescica, prima della chirurgia minivasiva avevano conseguenze invalidanti con forti limitazioni anche della vita sociale. Oggi, quando ci sono le condizioni per operare con questa tecnica, in particolare con strumenti ad alta precisione come quelli in dotazione al Misericordia, «possiamo intervenire – dice Pizzuti – asportando solo la parte malata dell’organo e conservandone le funzioni fisiologiche. Questo è particolarmente importante nella cura dei tumori, dato che la combinazione di nuove tecniche chirurgia e terapie oncologiche sempre più mirate ed efficaci, che anche l’Oncologia di Grosseto mette a disposizione dei nostri pazienti, riduce notevolmente il rischio di ricadute».
L’ospedale Misericordia, del resto, ha una tradizione ormai decennale in chirurgia urologica mininvasiva, sia in sala operatoria che in ambito formativo, grazie ai corsi organizzati dalla Scuola internazionale di robotica anche per la chirurgia urologica.
A Grosseto, nel 2006, Pizzuti e la sua equipe hanno effettuato il primo intervento in Toscana di asportazione della prostata con in robot. Nel 2012 è stato fatto il primo intervento di asportazione del tumore del rene, conservando l’organo e, nello stesso anno è stata effettuato un intervento di ricostruzione della vescica, con tecnica robotica, che fino a pochissimi anni fa veniva fatto in soli tre centri in tutta Europa.
L’equipe dell'Urologia – oltre a Valerio Pizzuti – è composta dagli urologi Roberto Nucciotti, Francesco Mengoni, Fabrizio Viggiani, Fabio Costantini, Alessandro Bragaglia e Giandomenico Passavanti. Ogni anno questi medici effettuano circa 200 interventi per patologie dell’apparato urinario con tecnica minivasiva, con indubbi vantaggi per i pazienti, come la riduzione delle complicanze, la rapida ripresa fisica, il decorso post-operatorio più favorevole e la minore durata della degenza.
Nei Paesi avanzati, il tumore alla prostata, per esempio, colpisce circa il 40% dei maschi tra 50 e 70 anni, con una mortalità intorno al 4%; è il primo tumore per incidenza e il secondo per mortalità, dopo quello del polmone.
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