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Riciclaggio del denaro: assolto
Era accusato di aver trasferito in Marocco il ricavato dello spaccio
GROSSETO. Lui non avrebbe mai né acquistato né trasportato i carichi di hashish. Lui avrebbe avuto il compito di trasferire in Marocco il ricavato della vendita in Italia della sostanza stupefacente, quella individuata dall'operazione “Casablanca”. Migliaia di euro che sarebbero stati recapitati - attraverso un’agenzia di “money transfer” - a un prestanome, cui lui avrebbe fornito la parola di accesso necessaria per prelevare il denaro.
Ma Said Farih, 48 anni, operaio marocchino abitante a Scansano, a suo tempo arrestato, è stato assolto con formula dubitativa dal collegio del Tribunale: i giudici non hanno accolto la richiesta di condanna per riciclaggio del denaro proveniente dalla droga. Difesa Carnicelli.
All’epoca, erano state arrestate 14 persone, erano stati sequestrati 25 chili di hashish, I carabinieri del reparto operativo avevano messo in campo intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, riscontri. Il trasporto avveniva via terra: Marocco, Tangeri, Gibilterra, Francia, Genova, Grosseto. Primi arresti novembre 2006, ultimi settembre 2007. Farih era stato uno degli ultimi tre, con l'impiego dei cani antidroga. L’uomo aveva negato di essere a conoscenza del traffico di hashish ma aveva confermato di aver ripetutamente ritirato ingenti somme da un carrozziere, spedendole poi al nipote in Marocco. Questi è Fahd El Akroute, uno dei cardini dell'organizzazione insieme a Jaouad Khouribech, Abdelkhalek Khouribech, Mohamed Khouribech detto “Simo”. Quest'ultimo, sentito nel gennaio 2008 dopo la conclusione delle indagini, aveva delineato la struttura dell'organizzazione, con Jaouad incaricato dell'acquisto, El Akroute incaricato del trasporto e lui stesso incaricato della distribuzione insieme ad altre persone. (p.s.)
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