Il Tirreno

Grosseto

Morte e spiritualità: studiosi a Merigar

di Fiora Bonelli
Morte e spiritualità: studiosi a Merigar

La comunità Dzogchen ospita domenica un convegno internazionale sul fine vita con rappresentanti di diverse religioni

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ARCIDOSSO. Vedere oltre: la spiritualità dinanzi al morire secondo le diverse religioni. Se ne parla a Merigar (Arcidosso) domenica 3 luglio, dalle 9,30 alle 13 in un convegno che raccoglie alle pendici dell’Amiata esponenti delle diverse tradizioni, studiosi, competenti in materie diverse, che professano anche tali convinzioni religiose con l’intento di essere testimonianza più profonda della visione che si limita all’erudizione teorica.

Attorno al tavolo, fior fiore degli studiosi in campo religioso e filosofico che metterà a disposizione gli strumenti per vedere oltre il confine della vita, esigenza condivisa in ogni cultura e per cui ogni cultura ha declinato risposte adatte.

Il tema di testimoniare la trascendenza e di saper affrontare il momento ultimo che rappresenta il culmine di ogni sentiero spirituale è quello che si vuole affrontare in questo incontro con i rappresentanti delle maggiori tradizioni spirituali.

L’evento prende spunto dalla presentazione del libro “Vedere oltre”, pubblicato quest'anno dalle edizioni Lindau, volume nato dalle discussioni e dalle riflessioni emerse durante e dopo il congresso internazionale “Seeing beyond in facing death”, ovvero “vedere oltre dinanzi alla morte” tenutosi a Padova nel settembre 2014 in occasione del Master “Death studies and the end of life” (Studi sulla morte e la fine della vita).

Il libro raccoglie i contributi di alcuni studiosi miranti a costruire un quadro sufficientemente articolato sull’argomento proposto dal punto di vista religioso dell’ebraismo, del cristianesimo, dell’islam e della spiritualità orientale che contempla varie tradizioni quali il buddhismo, il taoismo, l’induismo, lo dzogchen solo per citarne le principali. Questi i relatori nella giornata di Merigar. Per Dzogcen, Choegyal Namkhai Norbu, professore all’Istituto orientale di Napoli e presidente della Comunità Dzogchen internazionale; per il buddhismo Silvia Bianchi, insegnante di buddhismo Fpmt presso istituto Lama Tzong Kapa e di Mindfulness presso l’università di Torino, psicologa e psicoterapeuta; per il cristianesimo Guidalberto Bormolini, monaco cristiano e professore del master End life presso l’università di Padova; per l’ebraismo: Joseph Levi, rabbino capo della comunità ebraica di Firenze; per l’induismo Svamini Hamsananda Giri, monaco induista e vicepresidente dell’Unione induista italiana; per l’islam Mustafa Cenap Aydin, ricercatore della Università gregoriana e direttore dell’Istituto Tevere, associazione culturale impegnata nel dialogo interculturale e interreligioso. Infine, per le scienze umane, partecipa la relatrice Ines Testoni, psicologa dell’università di Padova e direttrice del master End of life.

L’incontro nasce dalla collaborazione tra l’associazione culturale internazionale Comunità Dzogchen di Merigar (www.dzogchen.it) e l’associazione di volontariato Tutto è vita (www.tuttovita.it).

Sin dalle proprie origini Merigar, una delle sedi principali della comunità Dzogchen nel mondo, è stata una presenza importante nel territorio amiatino accogliendo persone da ogni parte del mondo, aperta al dialogo interreligioso. È, infatti, una comunità laica basata sui principi della consapevolezza e del rispetto secondo la visione del suo fondatore Namkhai Norbu, maestro di Dzogchen che ha trasmesso al mondo un messaggio di pace, incoraggiando una fratellanza creativa tra tutte le persone, uomini e donne che desiderano condurre uno stile di vita rilassato e collaborativo, integrato armoniosamente nella quotidianità della vita ordinaria.

L’incontro, come detto, si terrà il 3 luglio a partire dalle 9,30 nel Gonpa di Merigar ovvero nel Tempio della grande contemplazione costruito nel 1990 e inaugurato subito dopo dal Dalai Lama nel corso di una visita ad Arcidosso su invito di Chögyal Namkhai Norbu.

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