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Grosseto

l’analisi del psi

«Il voto “contro” ci ha penalizzato»

«Il voto “contro” ci ha penalizzato»

Giorgi: persa un’occasione, Mascagni sarebbe stato un grande sindaco

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GROSSETO. Il Psi perde la propria rappresentanza in Comune. Era già accaduto nel 1997 e nel 2001. Il partito guidato da Francesco Giorgi si è riunito per esaminare il risultato negativo delle elezioni comunali. Non solo quelle di Grosseto, ma anche l’esito scaturito dalle urne negli altri comuni della provincia di Grosseto.

«Il Psi - attacca Giorgi in una nota - conferma la propria presenza al Comune di Castiglione della Pescaia e guadagna un consigliere (con delega operativa) a Scansano, dove era assente da anni. Purtroppo, a seguito della sconfitta delle coalizioni di centrosinistra, si è registrata la fuoriuscita dalle amministrazioni di Orbetello e Grosseto. A Orbetello siamo giunti alle elezioni dopo primarie difficili e contrastate. Nel comune lagunare lo sforzo di mantenere la coalizione unita è fallito e se ne è pagato lo scotto. Al nostro assessore uscente Walter Martellini vanno tuttavia apprezzamento e riconoscenza per l'impegno serio e fattivo messo in campo nella pubblica amministrazione».

Poi il capoluogo. «A Grosseto - spiega il segretario - la coalizione di centrosinistra ha pagato varie vicende percepite come negative, imputate alla giunta (soprattutto negli ultimi due anni), come la questione dell’area Peep Pizzetti, le cartelle delle tasse mandate a ridosso delle elezioni e infine il caso Borghi, che poteva e doveva essere risolto molto tempo prima, essendo noto da tempo che il Pd non intendeva portarlo alla candidatura, evidentemente ritenendolo non adeguato». Giorgi svela un retroscena: «I sondaggi, nel periodo delle primarie, davano la coalizione così indietro che non sarebbe entrata nemmeno al ballottaggio, che pertanto si sarebbe svolto tra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Riconfermiamo, quindi, l’apprezzamento e la gratitudine per Lorenzo Mascagni, la cui scelta come candidato sindaco (espressa democraticamente alle primarie), ha permesso alla coalizione di recuperare molto terreno e di andare al ballottaggio con possibilità di vittoria, se non fosse intervenuta, come invece è avvenuto ed è stato pubblicamente ammesso, l’intesa politicamente non naturale ma vittoriosa, tra gli altri due poli».

Insomma, il Psi resta convinto che il candidato Mascagni fosse l’opzione migliore, «così come convintamente lo appoggiammo alle primarie, sulla base dell'accordo politico nazionale, regionale e locale con il Pd. I grossetani hanno perso un’occasione: sarebbe stato un grande sindaco». Ulteriori riflessioni i vertici del Psi le riservano alle primarie: «Sarà il caso che qualcuno ripensi all'uso delle primarie che, ormai è chiaro, funzionano solo sulle grandi realtà per la scelta di candidati a livello nazionale. Ma a Grosseto (e persino in contesti ampi, come nella Regione Liguria) creano solo divisioni (nei partiti e nell’elettorato) e contrasti anche di tipo personale non sanabili almeno in breve tempo. Succede allora, ed è sicuramente successo a Grosseto, che qualcuno finisce per remare contro».

Infine Giorgi e il Psi fanno un plauso al neosindaco Vivarelli Colonna, «per la schiettezza e per la trasparenza, qualità mostrate anche nel rendere pubblica la saldatura con il Movimento 5 stelle». L’analisi si conclude con queste parole: «Gli elettori grossetani hanno votato “contro”, sia contro il centrosinistra di Grosseto, ma anche contro il Governo centrale di Roma. Tutto ciò ha penalizzato anche il Psi, che ha pagato il fatto di essere stato alleato di governo della città. Forse non si è spiegato bene quanto di buono è stato fatto o, molto più semplicemente, a Grosseto c’era voglia di cambiamento e di alternanza. In ogni caso è certo che il Psi continuerà a fare politica nel Comune di Grosseto, come ha sempre fatto anche le altre volte in cui non è entrato nell'amministrazione». (g.b.)

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