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la morte di lucio lucentini

Il ricordo degli amici «Un cuore puro e amante del mare»

Il ricordo degli amici «Un cuore puro e amante del mare»

ORBETELLO. Spesso la morte presta il fianco alla retorica. Quando una persona muore diventa buona e brava. Sembra non avere più difetti, solo pregi. Nel caso di Lucio Lucentini, venuto a mancare in...

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ORBETELLO. Spesso la morte presta il fianco alla retorica. Quando una persona muore diventa buona e brava. Sembra non avere più difetti, solo pregi. Nel caso di Lucio Lucentini, venuto a mancare in seguito a un tragico incidente d’auto sulla Giannella, la retorica non trova posto. Lucio Lucentini era «una persona splendida, un cuore puro e sincero». Per l’uomo, amante della poesia e della natura, solo belle parole legate a una malinconia di chi sa che quelle poesie non verranno più composte, non verranno più pronunciate.

Lucentini, mancianese di nascita, romano di adozione, da anni abitava ad Albinia. Qui uno dei suoi amici di sempre lo ricorda con la commozione di chi pensa a un passato lontano fatto di imprese giovanili, di riflessioni, sport e impegno per difendere la natura. I genitori di Lucio da Manciano si erano trasferiti a Roma dove il padre faceva il portiere. Le estati però il giovane le trascorreva ad Albinia. Ed è qui che ha conosciuto alcuni dei suoi migliori amici. Fra questi c’è Adriano Bertaggia.

«Ho conosciuto Lucio quando avevo circa 14 anni - racconta - e passavamo le estati insieme. Abbiamo condiviso i momenti degli amori. Lucio si fidanzò con una ragazza di Orbetello con cui si sposò e da cui si è separato circa una decina di anni fa. Era un animo nobile, gentile. Un buono. Una persona speciale».

Adriano e suo fratello Alberto insieme a Lucio Lucentini e Marco Monaci sono stati fra i primi a scoprire la vela ad Albinia. «Avevamo 18 anni, circa 40 anni fa - dice Bertaggia - Lucio era un grande amante del mare. Verso i 25 anni abbiamo condiviso la grande passione per la natura. Ci iscrivemmo al Wwf. Lucentini è stato un grande attivista soprattutto nei periodi estivi, quando veniva in vacanza. Diventammo guardie volontarie del Wwf e per molti anni ci siamo spesi per la difesa della natura. Lucio era un vero ambientalista, molto più di me. Il suo animo sensibile lo faceva essere molto vicino alla natura». Adriano Bertaggia sul suo profilo FB, non appena appreso della morte dell’amico, ha postato una foto di circa 30 anni fa: 4 amici con lo sguardo rivolto verso il mare. Quella foto venne scattata sul monte Ciccia, sullo stretto di Messina. «Sullo stretto di Messina passano a volo radente tantissimi falchi, è uno spettacolo meraviglioso. A Messina c’è una tradizione millenaria, secondo la quale chi uccide il falco e lo mette in bella mostra a casa non porta le corna. Noi eravamo lì a impedire che i falchi venissero uccisi». Quella foto con Lucio Lucentini che rivolge lo sguardo al mare e controlla che nessuno uccida i falchi è l’emblema del suo essere. Un uomo mai sopra le righe, rispettoso di tutti, soprattutto di chi non la pensava come lui. La salma è all0ospedale di Orbetello in attesa che venga fatta l’autopsia per accertare le cause della morte e venga stabilita la data del funerale.

(i.a.)

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