Sicurezza
«I pirati del mare stanno distruggendo pesci, piante e reti»
Culotta, tramagliaro di Marina, torna a denunciare le imbarcazioni che praticano lo strascico in zona vietata
MARINA DI GROSSETO. «Questi giganti del mare stanno distruggendo tutto: pesci, novellame, piante e qualche volta anche le reti dei pescatori». Il grido d'allarme, cristallizzato anche in denunce ed esposti, arriva da Roberto Culotta, “armatore di tramagli”, come a lui stesso piace definirsi, uno dei pescatori storici di Marina di Grosseto.
“Chioccino”, questo è il soprannome con il quale è conosciuto nella frazione, torna a chiedere, anche da queste pagine, l’intervento delle autorità per fermare i pirati del mare: «Pescano in acque profonde appena dieci metri, anche meno, anche a fari spenti. E queste imbarcazioni sono anche pericolose per la navigazione». Culotta mostra le denunce dell’anno scorso. In quella presentata nell’aprile alla guardia costiera di spiaggia di Marina di Grosseto, Culotta ricostruisce un episodio avvenuto alle 3.40 della notte a circa 600-700 metri dalla costa: un peschereccio stava effettuando lo strascico e quella notte rischiò la collisione. «Non potevo calare le mie reti da posta fissa perché altrimenti il peschereccio le avrebbe portate via». Impossibile per Culotta, a causa dell’oscurità, distinguere nome e targa del peschereccio, che viaggiava a luci spente, verosimilmente proprio perché si trovava in zona vietata e non voleva farsi riconoscere. In un’altra del marzo scorso, presentata al corpo forestale della Procura a integrazione di una analoga del dicembre precedente, Culotta sollecitava le autorità del mare a intervenire quanto prima per mettere fine all'attività illecita che si svolge, secondo i suoi accertamenti, tra la foce del fiumeOmbrone e Castiglione della Pescaia e chiedeva informazioni sulla possibilità di tracciare le rotte dei pescherecci, tra l’altro da lui viste chiaramente sui monitor della capitaneria.
«Ho evidenziato anche che i pescherecci spengono l’Ais, cioè il segnalatore di posizione, quando entrano nella zona illegale».
«Il problema è annoso, ha almeno trenta anni - conclude Culotta - Capisco che nel recente passato ci sono state emergenze molto più importanti. Ma adesso il fenomeno è diventato insostenibile e merita di essere seguito dalle autorità: per motivi di salvaguardia della flora e della fauna marina ma anche per motivi di incolumità dei piccoli pescatori come me. Quella notte ho rischiato di essere travolto dal peschereccio. Deve essere chiaro che quando i fondali sono inferiori ai 50 metri non si può pescare a strascico. Vorrei chiedere anche attraverso Il Tirreno a chi è incaricato di fare controlli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google