Attenzione
Casa a luci rosse, il giallo della voce
GROSSETO. Chi aveva messo le inserzioni su internet per pubblicizzare gli appuntamenti a luci rosse? Questo accertamento non è stato fatto, ha risposto in aula l’agente della polizia di stato che...
GROSSETO. Chi aveva messo le inserzioni su internet per pubblicizzare gli appuntamenti a luci rosse? Questo accertamento non è stato fatto, ha risposto in aula l’agente della polizia di stato che aveva seguito le indagini che hanno finito per mettere sotto accusa una donna dominicana, Yessica Rosario Torres, 33 anni, accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di due donne.
Proprio seguendo la traccia di internet (dove le due ragazze avevano inserito le proprie offerte di prestazioni sessuali), gli agenti della squadra mobile avevano individuato la casa squillo a Grosseto, effettuando una perquisizione.
L’appartamento era intestato in locazione a lei. E lei, per farsi aiutare a sostenere le spese di gestione dell’immobile, si sarebbe fatta dare del denaro dalle due ragazze cui aveva concesso la casa per esercitare la prostituzione. Questa in sintesi l’accusa, sostenuta davanti al collegio dal sostituto procuratore Marco Nassi. Rispondendo ancora alle domande del difensore della donna, l’avvocato Emiliano Goracci, l’agente ha specificato di aver riconosciuto la Torres dalla voce, ascoltata per la prima volta quando aveva preso il finto appuntamento e poi risentita al momento della perquisizione. Il difensore ha fatto notare però che anche le altre due ragazze erano dominicane e dunque potevano avere toni di voce similari.
Il procedimento non è ancora terminato: se sarà necessario, alla prossima udienza dell’ottobre del 2017 saranno sentiti altri agenti di polizia giudiziaria, altrimenti sarà il momento della discussione. Nel frattempo sono stati acquisiti alcuni verbali di sommarie informazioni, tra cui quello del proprietario della casa nel frattempo deceduto.(p.s.)
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