Il dolore
PIANETA GIUSTIZIA
PORTO SANTO STEFANO. Ha ammesso di aver bevuto, quella notte. Ma il quadro che è uscito fuori dal suo racconto è quello di un rapporto tormentato, in cui lei ha spesso dichiarato e ripetuto il suo...
PORTO SANTO STEFANO. Ha ammesso di aver bevuto, quella notte. Ma il quadro che è uscito fuori dal suo racconto è quello di un rapporto tormentato, in cui lei ha spesso dichiarato e ripetuto il suo amore verso di lui. E lui ha portato in aula anche i messaggi che testimonierebbero l’affetto di lei. C’è anche un cd audio, che però al momento non è stato ascoltato.
L’uomo, 38 anni, messo ai domiciliari tra domenica e lunedì per maltrattamenti nei confronti della compagna - avvenuti anche in presenza della figlia - è tornato in libertà dopo l’interrogatorio avvenuto martedì mattina in Tribunale: ma il giudice Sergio Compagnucci, sciogliendo ieri mattina la riserva, ha disposto il suo allontanamento dalla casa dove invece potranno continuare a stare la compagna e la figlia neonata.
I carabinieri di Porto S.Stefano erano intervenuti alle 3.30 della notte, quando in caserma si era presentata la donna, 33 anni, in lacrime, con la bambina in braccio, raccontando che da tempo era costretta a subire violenze. I militari lo avevano arrestato e la Procura lo aveva posto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, nella quale l’uomo era assistito dall’avvocato Elena Pellegrini. Mamma e figlia erano state portate al pronto soccorso per le certificazioni mediche, mentre si era attivata la struttura del Codice rosa antiviolenza. (p.s.)
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