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Laguna, il piano contro le emergenze

Laguna, il piano contro le emergenze

La Regione predispone una serie di interventi immediati, tra i quali il potenziamento delle barche per la manutenzione

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ORBETELLO. La Regione Toscana è tornata a gestire la laguna di Orbetello e mette in atto interventi immediati di salvaguardia e un piano di sicurezza per migliorare la capacità di risposta in caso di emergenza ambientale. L’assessora all'ambiente Federica Fratoni ha approvato la prima stesura del Piano di sicurezza ambientale e del Protocollo operativo per il pompaggio delle acque in laguna, a seguito del subentro della Regione al Comune di Orbetello quale soggetto attuatore dell’accordo per la gestione del sistema lagunare. L'accordo, rinnovato lo scorso 26 maggio, è valido fino al prossimo 31 dicembre.

«Con il piano – spiega Fratoni – si definisce un sistema di monitoraggio costante e vengono individuate strategie e procedure operative in caso di crisi. Nell'incontro dei giorni scorsi con il neosindaco, Andrea Casamenti, abbiamo rinnovato la disponibilità della Regione affinché il Comune di Orbetello torni ad assumere un ruolo di primo piano nella gestione della laguna dal 1º gennaio 2017. L’obiettivo è arrivare in tempi rapidi a una soluzione definiva di governance, che consenta di uscire dalla fase emergenziale, e individuare specifici interventi, infrastrutturali e di carattere gestionale, per garantire la sostenibilità ambientale».

Dal canto suo il Comune di Orbetello ha delegato alle questioni della laguna Rolando Di Vincenzo. L’ex commissario non si sbottona. Sta studiando le carte per poi riferire al sindaco. Una cosa però la dice: «Al momento non abbiamo abbastanza conoscenze per contrastare i sistemi messi in atto dalla Regione e l’accordo firmato con Comune di Orbetello. Per gli anni a venire vedremo cosa fare. Per ora va bene così. Poi vedremo».

Fra gli interventi della Regione alcuni sono immediati: il potenziamento dei mezzi nautici che operano per la manutenzione dei sedimenti e la raccolta delle alghe; il noleggio, in caso di emergenza, di un sistema di ossigenazione da installare in particolari aree per una distribuzione uniforme dell’ossigeno; il ripristino di una pompa oggi non funzionante nel canale di Fibbia.

Riguardo la pompa a Fibbia, il presidente de I Pescatori, Pier Luigi Piro, è soddisfatto. «Più mezzi ci sono che garantiscono il benessere della laguna più noi siamo tranquilli. Oggi (ieri) la temperatura della laguna era di 24 gradi e l’acqua limpida. Noi siamo sempre vigili. Mai abbassare la guardia. Anche l’anno scorso, di questi tempi la situazione era così, poi sappiamo cosa è successo».

«Il piano previsto dalle misure di salvaguardia per la gestione del Sito di importanza comunitaria - Zona di protezione speciale Laguna di Orbetello – spiega la Regione – è finalizzato a migliorare le capacità operative in caso di emergenza, al fine di garantire il proseguimento delle attività socio economiche da un lato e la tutela ambientale dall’altro. Partendo da un’analisi critica degli eventi passati, il piano individua soglie di attenzione e soglie di allarme e le definisce. Per il monitoraggio della laguna ci sarà un presidio tecnico. In caso di superamento dei parametri di riferimento – continua la Regione – viene convocato un presidio tecnico allargato, con il compito di valutare le condizioni e le possibili misure di contrasto. L'autorità istituzionale, Regione e Comune, adotta le misure straordinarie necessarie, tiene i rapporti con i soggetti pubblici e privati e si occupa delle attività di informazione alla popolazione».

Per avere una visione di insieme della salute della laguna arriverà anche un Web Gis che permette la visualizzazione delle informazioni georeferenziate. Il protocollo disciplina anche il pompaggio. In questo caso il protocollo viene messo in atto in accordo col Wwf che gestisce la riserva statale all’interno della laguna. «Il pompaggio - conclude la Regione - viene anticipato al periodo precedente alla nidificazione (che va dal 1º marzo al 1º luglio, intervallo di tempo in cui è necessario limitare la variazione del livello delle acque per non creare danni all' ecosistema), salvo il verificarsi di condizioni di eccezionalità con il superamento delle soglie di attenzione o di allarme».

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