Il Tirreno

Grosseto

Festa del peperoncino, lo scontro si fa piccante

di Paola Villani
Follonica, la Festa del peperoncino, uno dei banchi regolari (Foto Giorgio)
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Follonica, la Festa del peperoncino, uno dei banchi regolari (Foto Giorgio)

Follonica, il sindaco Benini replica agli espositori della manifestazione che lamentano una «caccia all’uomo» nei loro confronti

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FOLLONICA. Il peperoncino a Follonica è rimasto sullo stomaco. «Tutti sapevano che ci sarebbe stato lo Street food, la festa è diventata una caccia all'uomo», dicono alcuni espositori. «Nel programma che hanno inviato nulla vi era scritto in merito», risponde il sindaco Andrea Benini, ancora infuriato per l'accaduto.

I banchi sono stati smontati domenica sera ma ancora le polemiche non sono finite: la “Festa del peperoncino” andata in scena a Follonica è stata veramente piccante. I contrasti sono nati già giovedì sera quando gli ambulanti della manifestazione sono arrivati a Follonica in piazza Sivieri, iniziando ad allestire i loro stand. Da quel momento in poi non sono mancate le segnalazioni al Comune e alla Municipale per tavolini messi dove non potevano stare, vendita di alimenti che pare non fosse autorizzata, ancora apertura anticipata dell’evento e acqua presa da un contatore di via Amorotti, fatto testimoniato da alcune immagini presenti anche sui social network. Ma di contro, a giudizio degli espositori, le questioni erano ingiustificate .

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«Siamo molto rammaricati perché alcune persone hanno tentato di trasformare una festa in una caccia all’uomo - dicono alcuni dei presenti - Quattro giorni in cui la polizia municipale e gli uffici comunali hanno lavorato alacremente per riportare alla legalità un evento che strano a dirsi figura nella home page del Comune di Follonica come “Festa del peperoncino e dello street food piccante”. Ma nessuno sapeva nulla, nessuno si aspettava uno street food in città, con le strade piene di manifesti, la conferenza stampa alla presenza di un assessore».

E non ci stanno neppure alle critiche relative al fatto che i banchi di cibo non fossero legati al peperoncino, perché dicono nelle ricette proposte la spezia era sempre presente. «Ma di stranezze in questo weekend se ne sono viste tante forse troppe - continuano - tanto da costringere alcuni espositori a contattare la prefettura di Grosseto e i Carabinieri a tutela dei propri diritti. Domenica un incontro con l’amministrazione ha fatto rientrare l’allarme per un possibile sgombero che non aveva un fondamento giuridico ma era segno di un cambiamento di indirizzo politico improvviso. Ci domandiamo se alla fine il problema non fosse quello di disturbare gli interessi di qualcuno in particolare».

Ma il sindaco non ci sta: «I progetti che ci hanno inviato non prevedevano street food internazionale, ma solo alimenti a tema peperoncino - spiega Benini - Poi se ci vogliamo prendere in giro possiamo anche dire che i banchi presenti erano legati al prodotto. Noi ci siamo fidati visto che la manifestazione era alla seconda edizione, ma in realtà era completamente differente dall’anno scorso: non si fanno le cose a tradimento e soprattutto ciò che mi infastidisce di più, e non si prendono in giro gli enti. Follonica non è il Far West: gli eventi devono esserci ma devono essere concordati con amministrazione e categorie. Hanno giocato sull’equivoco, ma almeno non ci prendano in giro. Ma poi - e conclude - se avessero proposto una mini Piazze d’Europa, secondo loro il Comune li avrebbe fatti stare in via Amorotti, dove la pavimentazione non è adeguata a questo tipo di eventi?».

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