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Grosseto

la scomparsa del gigante buono

Quella spaghettata da bambini sulla barca con Bud Spencer

di IVANA AGOSTINI
Quella spaghettata da bambini sulla barca con Bud Spencer

di IVANA AGOSTINI È morto Bud Spencer. Il gigante buono. Il re delle scazzottate interminabili. Il protagonista, con Terence Hill, della saga spaghetti western. Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli,...

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di IVANA AGOSTINI

È morto Bud Spencer. Il gigante buono. Il re delle scazzottate interminabili. Il protagonista, con Terence Hill, della saga spaghetti western. Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, era diventato col tempo un divo del cinema e come molti altri colleghi era facile vederlo arrivare col suo rimorchiatore trasformato in yacht a Porto Santo Stefano.

È qui che un ragazzino lo conobbe in una maniera che non avrebbe mai pensato possibile. L’allora bambino, oggi uomo di 44 anni, ha affidato al suo profilo Facebook un tenero ricordo della sua infanzia legato proprio a Bud Spencer e a una delle sue vacanze all’Argentario.

«Credo che per quanto io possa scavare nella memoria, non riesca a trovare un ricordo del mio primo film che non sia un film con lui e Terence Hill – racconta Marco Fanciulli –. Quindi è quasi certo che il mio primo film sia stato un film con lui protagonista. Festa di carnevale nel cinema parrocchiale. Ero un nanerottolo. Il film era “Altrimenti ci arrabbiamo”. Il mio fu amore a prima vista».

Il destino gli ha fatto incrociare Carlo Pedersoli molte volte nella vita. «La più cara alla memoria – ricorda Fanciulli – avvenne a Porto Santo Stefano il 16 di agosto di troppi anni fa. A quel tempo il paese aveva riservato alla mezzanotte del 16 agosto lo spettacolo dei fuochi d’artificio a festeggiamento del rione vincitore del palio marinaro. Bud aveva uno yacht ormeggiato nel porto. Lo sapevano tutti i bambini del paese ed era così amato che tutti rompemmo il tacito patto tra la popolazione e i vip che vi soggiornavano, ossia mai disturbarli».

Per quei ragazzini di circa 9 anni però Bud Spencer era una tentazione troppo forte. «Arrivavamo in prossimità della scaletta e poi chiamavamo: “Piedone, Piedone, Piedone”. Lui di tanto in tanto usciva e tirava un urlaccio che ci faceva dileguare tra cassette di pesce, macchine parcheggiate e reti ammucchiate sul molo. È curioso come nella memoria quell’urlo terrorizzante al contrario risuoni oggi come il vocione divertito e bonario di un brav’uomo».

Gli aneddoti tornano a galla. «Un giorno – prosegue Fanciulli – eravamo tutti fuori a invocarlo quando lui ci sorprese alle spalle arrivando con la sua motoretta pieghevole. Non disse nulla ma qualcuno aveva parcheggiato una Fiat 500 davanti alla passerella e non poteva far salire il suo biciclo. Non disse una parola e anzi organizzò uno spettacolo meraviglioso per noi bimbi: prese la 500 dal davanti e con due colpi di reni la spostò di lato; poi fece la stessa cosa col posteriore, ben più pesante. E noi esplodemmo in urla di ammirazione che ancora oggi mi fanno sorridere, emozionare e accapponare la pelle».

Si fa trasportare dai ricordi Marco Fanciulli. Divagare quando si parla di Bud Spencer gli viene naturale. Torniamo però a quel 16 agosto.

«Erano passate da poco le 23 e mancava un’oretta allo spettacolo pirotecnico. Decisi con un mio caro amico di andare a chiamare Piedone per ingannare il tempo e forse anche per la botta di adrenalina che l'urlaccio mi dava. Arrivammo lì e lui era seduto. a poppa con degli ospiti mentre, come in una scena dei suoi film che abbiamo scolpiti nell’immaginario collettivo, serviva piatti di pastasciutta da una zuppiera enorme. Mentre guardavamo la scena, il mio amico si fece uscire un esile: “Babbo”. Scoprimmo così che suo babbo, pilota del porto, non era solo il pilota del porto per gli yacht ospiti: era il pilota dello yacht del nostro eroe. Fece un cenno di saluto al figlio e Bud guardandoci gli disse: “Conosci quei mucchietti di ossa? Ma glielo dai da mangiare? Salite a bordo”».

Arrivò così l’invito mai sperato, quello che per pochi secondi ti paralizza prima di farti scoppiare il cuore dalla felicità. «Quella fu la nostra spaghettata di Ferragosto con Bud Spencer e compagnia. Non ricordo neanche un petardo di quella sera. Ricordo quelle manone che mi passavano un piatto di pasta come non ne ho mai più mangiata». Bud Spencer dava cazzotti solo sulla scena. Era un uomo buono, un uomo che non esitava a far salire sul suo rimorchiatore dei bambini. «Dopo tutto – conclude Fanciulli – lui era Bambino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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