Gioco
Provincia disertata, lo sfogo di Bonifazi
Molti consiglieri e sindaci non partecipano, il presidente conviene con Turbanti: «Ma agiamo in legittimità per dare servizi»
GROSSETO. Emilio Bonifazi resterà presidente dell’agonizzante Provincia di Grosseto fino al 10 settembre, data in cui si svolgeranno le elezioni di secondo livello per scegliere chi lo avvicenderà. Poi verrà eletto il nuovo consiglio. Ieri l’ex sindaco ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, chiamato in causa da una nota pubblica del consigliere del centrodestra Enzo Turbanti.
Turbanti esprimeva il suo personale disagio rispetto al disinteresse che si respira intorno alla Provincia. La sensazione è che abbia ragione da vendere.
«Non posso che condividere alcune delle sue constatazioni come quella, più volte da me rappresentata, di un maggiore impegno e coinvolgimento dei consiglieri eletti e dei sindaci del territorio. È capitato spesso che facessimo i consigli in quattro, giusto perché Turbanti ci garantiva il numero legale. Idem le assemblee dei primi cittadini, dove anche lì, a fatica, superiamo un terzo dei convocati. Mi permetto di dire questo perché sono orgogliosamente diverso, nel momento in cui rappresento le istituzioni».
Perché alla fine lei ha scelto di rimanere presidente?
«Perché mi è stato chiesto da più parti, dal personale, dai dirigenti, dal segretario generale, ma anche dai partner nei progetti europei, dai responsabili dei servizi convenzionati con la Regione, dalle organizzazioni sindacali. Tutti mi hanno rappresentato e convinto della necessità di non mollare e di tenere la barra dritta in questa tempesta in cui ci troviamo».
Nel momento in cui modificaste lo statuto per creare la figura del vicepresidente, tutti pensarono che questi ultimi mesi li avrebbe gestiti Andrea Benini.
«A dire la verità lo pensavo anch’io. Poi mi sono quasi sentito in colpa, ci sono state richieste molto esplicite e ho deciso di presidiare fino alla scadenza naturale del mandato».
Quando le prossime elezioni?
«A settembre – nei tempi imposti dalla Delrio – verranno convocati i consiglieri comunali e i sindaci per votare il nuovo presidente della Provincia e a ottobre verrà rinnovato il consiglio provinciale, giunto alla sua naturale scadenza. La tempistica, ripeto, è quella prevista per legge e non ci è consentita una diversa organizzazione della nostra presenza. Nei prossimi giorni è mia intenzione inviare a tutti i sindaci la scaletta puntuale delle elezioni e la programmazione dei provvedimenti più importanti, tra cui l’approvazione del bilancio».
Turbanti chiedeva un consiglio ad hoc e una chiusura anticipata del mandato. Sarebbe possibile?
«Ripeto: capisco lo scoramento, ma così facendo la Provincia oggi non sarebbe in grado di predisporre e approvare il Bilancio e, conseguentemente, di fare la manutenzione delle strade e delle scuole, di far funzionare il corpo della polizia provinciale e tutte le importanti funzioni che la legge ci assegna».
C’è la possibilità, a suo avviso, che il centrosinistra non abbia più il governo dell’ente? Che debba rinunciare alla maggioranza e alla presidenza?
«Andranno fatti bene i conti, ma io credo che Turbanti non abbia tutti i torti quando dice che potrebbe non esserci più una maggioranza ponderata sul territorio. Attenzione, però: ciò non vuol dire che il consiglio provinciale e il presidente attuali non siano pienamente legittimati a operare per garantire la normale amministrazione dei servizi al cittadino e per organizzare le elezioni».
Lei questa ultima parte di mandato la farà in pratica da volontario, giusto?
«Sì, è così. Aggiunga pure che lo faccio a rimessa, dovendo anche tutelarmi con una polizza assicurativa. Personalmente, come molti sanno, avrei preferito dedicare da subito tutto il mio impegno e tempo libero alla famiglia e alla scuola, ma, ripeto, mi sento responsabile di questa baracca. Il futuro della Provincia sta anche nella continuità amministrativo-gestionale dei servizi, che non può e non deve essere interrotta».
Quando la prossima seduta di consiglio?
«Presto. Nella prossima seduta provvederemo, come previsto per legge, alla surroga dei consiglieri cessati e alla approvazione del bilancio. Mi aspetto da Turbanti e dagli altri consiglieri che venga onorato fino in fondo l’incarico politico avuto e non vedo altra strada possibile che ciascuno di noi, tutti i sindaci, siano presenti in aula per esprimere nella sede a ciò deputata il proprio contributo».
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